_se invece di scorrere mi attorciglio
neve1

come stavamo ieri

marzo 8th, 2010 Posted in amarcord | 2 Comments »

La mia prima squadra di fantacalcio si chiamava Tachicardica e tutti i venerdì sera ci si sentiva al telefono per scambiarsi le formazioni.
Giocavano mio fratello, mio padre, mio zio e due mie amiche. Eravamo solo sei sì, era un campionato partito in ritardo e questi erano quelli che avevo messo insieme.

Avevo lo scazzo cronico, viaggiavo con lo walkman nelle orecchie anche solo per scendere a comprare un evidenziatore alla cartoleria sotto casa, ascoltavo marlene kuntz, cure, la crus (aggiunti ovviamente alla pietra miliare mai tramontata della mia vita che non cito solo per non essere ripetitiva. Anzi, lo cito, che sia chiaro, Vecchioni sempre).

Partivo la mattina alle sette col mio zaino riempito di un quaderno, un libro o due (quelli che studiavo al momento) e i restanti chili di musicassette – rigorosamente compilation personalizzate (che si chiamavano “cassette miste” o “varie volume 1, 2, 3, 10″) che preparavo in base al livello di scazzo del momento.
Perché lo scazzo aveva molte sfumature, ai tempi si pensava pure di scriverci un libello.
Lo avevo pure iniziato, ora che ci penso.
A grandi linee ripensandoci il mio scazzo si poteva dividere in tre macrocategorie: quello malinconico, quello depressivo e quello fortemente incazzato. Ognuna con le sue sfumature complesse che ora ad analizzare ci vorrebbe troppo tempo (il libello, appunto).
Comunque  ogni giorno era condito da uno di questi tre, non c’erano vie di scampo.
A volte lo decidevo pure a tavolino.
(ora che ci penso ha ragione sempre lui quando dice che in fondo “non è la vita ad ispirare le canzoni” ma “sono le canzoni che costringono la vita ad essere com’è e come non è…”. In un certo senso è stato anche così).
Io e me eravamo affiatatissimi. ero sempre d’accordo su quello che decidevo di fare e di ascoltare.

Dicevo…:  salivo sul treno (secondo vagone, di sopra) e mi buttavo su un sedile lato finestrino. e chiudevo gli occhi e stavo lì con la musica a palla a torturarmi un po’ o a immaginare di cantare quello sentivo. Vabbè, troppo contorto per essere spiegato.
Non ero mica sola eh? ancora mi domando come i miei compagni di viaggio non mi abbiano tirato una badilata sul muso, dovevo essere simpatica come un riccio nelle mutande.
A Pontedecimo tiravo giù le due dita di finestrino che si possono aprire dal piano alto di un treno a due piani e sporgevo fuori tre dita. Era per far vedere che c’eravamo a quelli che salivano lì.
c’ero, almeno in corpo :-D
Qualcuna
se lo ricorderà quel periodo :-)
avevamo una cumpa universitaria veramente eterogenea: c’era lo scazzato come me, c’era la bella ragazzina bionda (che poi aveva la mia età o poco meno ma così mi sembrava), c’era il fidanzato posato di lei iscritto a giurisprudenza e poi il fidanzato successivo che faceva il trasgressivo con l’orecchino sul sopracciglio e la partenza per l’erasmus, c’era quello cotto come un uovo, il timido che a stento salutava, la secchiona (che poi è sparita in una nube di boh)…

Comunque… a parte studiare, passavamo ore a sentire musica in due dallo stesso walkman, con un’auricolare per uno, seduti a un tavolo del polo universitario o in giro per i vicoli, che se uno si voltava per caso a guardare una vetrina strappava via l’auricolare all’altro. E si diceva “orecchiooo!”.
Okay, cazzate.
E’ solo che ho rispolverato catartica e il vile per puro caso. Così, mi sono capitati qui.

E mi sono fatta un tuffo negli anni universitari. Che a dirla tutta mi sono piaciuti un sacco.

nonostante lo scazzo.  anzi forse anche proprio per lo scazzo.

soundtrack di scelta rapida:
ti giro intorno / scazzo malinconico dolce
gioia (che mi do) / scazzo depressivo
fuoco su di te / scazzo incazzato

e poi… nuotando nell’aria, questo è lo scazzo struggente.

e non so se sia un bene o un male ma non posso dire di non ritrovarmi ancora in tutto questo.
e di non provare ad oggi le stesse sensazioni riascoltando…

la settimana bianca

marzo 2nd, 2010 Posted in Tamagotchi, stanze di vita quotidiana, topobambino | 2 Comments »

abbiamo fatto la settimana bianca e sto già pensando che magari… chissà… si potrebbe quasi rifare :)

E’ stata una bellissima settimana: sole, neve, caldo, il topobambino in entusiasmo come mai l’ho visto.
le nostre sciate uscendo “presto” di casa la mattina per farci una seggiovia insieme prima della scuola collettiva, i bimbi tutti insieme in fila dietro la maestra Livia che quando li vedeva un po’ più svogliati li gratificava infilando loro in bocca quasi di nascosto una caramellina o uno zuccherino. Lo spazzaneve, le curve, i salti da andare a cercare, le urla “vai pianooo!”, le stradine, la discesa a uovo, mangiare e vederlo ripartire.

La gara di fine corso, la prima porta saltata, lui che arriva in fondo e dice “sono stato in gamba?” e fa l’inchino, la premiazione con la medaglia al collo che non se l’è tolta più neppure per andare in bagno, le tre stellette di bronzo di fine corso, le cioccolate calde, la crèpe alla nutella, tutti i maestri da salutare ogni mattina, “io vado giù in conca”, il pettorale numero 132.

e l’annina che arranca sulla neve in salita e cerca di infilarsi un paio di sci, che guarda la pista e si mette a urlare come una matta quando riconosce il topobambino che arriva a tutta velocità, che si butta indietro ridendo mentre la trascino giù sulla padellina. La neve lanciata con la paletta e le sue risate, i loro salti in casa e il loro svegliarsi al mattino nello stesso letto e rotolarsi a svegliarmi.

E amichetti, cugini, bambini, tapis roulant, seggiovie, ganasce rosse di sole e aria.

bello :-)

discesa libera

febbraio 12th, 2010 Posted in topobambino | 4 Comments »

che ci posso fare, mi riempie il cuore!
come se fosse un po’ il mio rifugio…

sci-sci-sciator!!

gennaio 19th, 2010 Posted in topobambino | 1 Comment »


sto realizzando uno dei miei sogni.

il topobambino e io che scendiamo dalle piste sorpassandoci (quasi) e cantando a squarciagola, lui che mi grida “vado come un fulmineee!” salvo impantanarsi al primo “motto di neve” un po’ più farinosa, impacciato nel suo spazzaneve senza quasi curve a braccia larghe.

noi che arriviamo in fondo alla pista lunga e difficile, io che gli dico: “allora, ti è piaciuto?” e lui che mi risponde: “non è bello! E’ bellissimo!!”.
Noi che prendiamo la seggiovia per la prima volta e scendiamo fino in fondo e lui la vuole rifare ancora!
Lui che piange perché all’ora di tornare a casa vuole fermarsi ancora in montagna… e questo ha dell’incredibile, conoscendo il topobambino

E poi vabbè… il fatto che voglia attaccarsi sul caschetto gli adesivi della Samp è solo un dettaglio :-D

lezione di tifo

dicembre 12th, 2009 Posted in topobambino | No Comments »

dialogo origliato in cameretta

topobambino: “Oh, la matilde ha detto che lei non è più genuana ma è diventata sandoriana”

amica-del-topobambino:”Ah sì? ma non era juventina?”

topobambino:”era juventina ma no lei, la noemi. lei  era genuana ma ora è diventata sandoriana.
però mica si può cambiare!!!!!”

amico-del-topobambino: “è vero, non si può cambiare! Nessuno può cambiare squadra! boh…”.

ah, i bambini, beata innocenza… :D

13 mesi, memo

dicembre 1st, 2009 Posted in Tamagotchi, topobambino | 2 Comments »

13 mesi compiuti.

altro post per ricordare. perché ’sta bimbetta è buffa e la cosa che più mi stupisce ogni giorno è che capisce tutto, proprio tutto.
Se le dico: “vai in cameretta a prendere gli zoccoletti” lei parte e ci va.
Se le dico: “se vuoi la ciotolina di pop corn devi metterti seduta sul tappeto, che se vai in giro li rovesci da tutte le parti!” lei si gira e va a sedersi sul tappeto.
(che poi lo so che i pop corn non sono cibo da 13 mesi ma almeno così le seleziono i più morbidi, altrimenti glieli dà il topobambino di nascosto :-D )

Le chiedo: “cosa vuoi?” e lei: “checche”, indicando la scatola di crackers.
gliene do uno e mi guarda sorridendo a sei denti e mi dice: “Gace” :-)

oppure ha sete, “dimmi, cosa vuoi?”
“quacca” o “quaqua”… e si prende il suo bicchierino col beccuccio e beve.

la siedi sul suo seggiolone e batte le manine sul tavolino:”pappa!”
“che dici, lo vuoi il petto di pollo?”
e ride e fa “schhhi” scuotendo la testa in avanti, che poi scuote tutto, le spalle, il collo, la testa… è così buffa che glielo faccio fare mille volte :-D

è già così grande, seppure così piccolina!

e gioca, gioca da sola, vuole costruire coi lego del topobambino. oppure mette gli omini nella caserma dei pompieri, apre le porticine e li mette dentro, fa camminare gli animaletti…

a volte li spio, nella cameretta a giocare.

e niente, mi basta guardarli…

che fatica dormire!

novembre 18th, 2009 Posted in topobambino | 2 Comments »

Stanotte, ore 3:00:

“Nonnaaaaaa! Nonnaaaaaa! Nonnaaaaaaaaaaaaaaaa!

ah, sei tu mamma…

Che sogno ho fatto, c’era una puzzola qui e puzzava, poi è venuto un signore e l’ha portata via e poi c’era un gatto che inseguiva le oche e voleva mangiarsele!!!

Mi faceva paura e sono scappato e mi sono appoggiato alla ringhiera ed è caduta giù.

E poi è finito.(il sogno…)

oh, mi scappa la pipì!”

ah, la vita bucolica….

topo gigio docet

novembre 12th, 2009 Posted in topobambino | 1 Comment »

“io voglio baciare sempre la Sofia ma a scuola ci hanno detto che non ci dobbiamo baciare perché ci arriva la malattia

:-D

le voci di dentro

novembre 6th, 2009 Posted in Canzoni di notte, il cielo capovolto | 2 Comments »

ci sono giorni come questo in cui mi sembra di fluttuare, col cuore un po’ sanguinante e il mondo intorno che mi pare una pioggia di meteoriti. E io immobile.

fermo e inimmaginato come una nota di Mahler
sopra un violino solo

tiro una riga sotto l’operazione in colonna e non calcolo perché lo so già il risultato.
e non mi piace.
mi fa paura e male.

Lasciatemi questa zona d’ombra,
questo sentimento di non partenza

ed è a questo punto che mi accorgo che a volte non ho bisogno di musica in quanto musica.
ho bisogno che una voce – proprio una voce – mi culli.
come un padre, un amore, come un abbraccio, un fuoco acceso.
non sono solo le parole. non è solo la musica.
oggi ho bisogno di sentire la voce.

e penso che cazzo, io la voce di mio padre non me la ricordo!
sto qui a sforzarmi di riportarla su ma non la trovo, non ci riesco. ho mille parole sue, mille suoi modi di dire, mille episodi che vado a frugare.

Ma com’era la voce, non lo ricordo.
Non la trovo più.
Solo canzoni cantate nelle orecchie che sovrappongo.
Come se ormai avessi dato a lui quella voce.

Sono confusa.
E la realtà è che il mio cielo capovolto sta crollando giù.
o sta andandosene via e mi sfugge e sto come in quei sogni in cui vorresti urlare e non esce la voce.

anni uno

ottobre 23rd, 2009 Posted in Tamagotchi | 5 Comments »

buon compleanno piccola.

che la tua vita sia piena di sorrisi come lo è stato il tuo primo anno qui con me.