_se invece di scorrere mi attorciglio
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La domenica delle Palme: l’Anna e il Vangelo della Passione

marzo 24th, 2013 Posted in Tamagotchi | 1 Comment »

Stamattina il Vangelo della Passione di Gesù alla Messa della domenica delle Palme ha evidentemente colpito l’Anna più delle letture delle altre domeniche.

Oggi pomeriggio giocava alla Messa: serissima, concentrata, ecco il suo discorso a braccio, trascritto parola per parola :-)

- Cari amici
voi siete sulla croce
e state attenti
che se cadete vi fate male.
Poi alzando gli occhi gli disse:
- Noi siamo vivi
e abbiamo ancora la possibilità di resistere
perché noi siamo realtà
abbiamo con noi la giustizia
noi abbiamo la possibilità di scendere!
E a quell’altro gli disse:
- Io sono con te! – con modo duro.
Poi quelli cattivi dissero a Gesù:
- Noi sappiamo che non vogliamo fare male
perché noi siamo bravi, gentili e curiosi!
- Però c’è un problema – disse Gesù – Voi siete quelli che mi hanno messo in croce, quindi tanto bravi non siete!”

Anna, il sarcasmo e il maestro della scuola sci

marzo 1st, 2013 Posted in Tamagotchi | 1 Comment »

Settimana bianca a Pratonevoso,scuola sci collettiva per i nani.
Conversazione del pomeriggio:

Io:”allora Anna, com’è il maestro Matteo?”

Anna:”Bravo! Bello! E simpatico, simpaticissimo!
.
.
[Momento di riflessivo silenzio]
.
.
Anna:”ma dico simpatico davvero eh, non è per sarcasmo! Non lo dico per dire simpatico come un riccio nelle mutande eh!”
:-O

Toh, l’Anna legge!

febbraio 6th, 2013 Posted in Tamagotchi | No Comments »

L’Anna legge.
Voleva imparare e ha imparato.
A volte fa paura per la costanza; decide e deve arrivare in fondo, non c’è niente da fare.
E soprattutto deve farcela da sola.

Quindi ora via coi librettini in stampatello maiuscolo! :-)

Amazon v/s Mondadori e del perché non comprerò più da InMondadori

dicembre 24th, 2012 Posted in marketing | 1 Comment »

Vi racconto lo stesso problema (un ritardo di consegna) vissuto con Amazon e Inmondadori.
E vi racconto l’importanza data al cliente da Amazon e InMondadori.
Poi ognuno tragga le sue conclusioni.

Amazon
Acquisto un Nintendo 3DS con consegna garantita il giorno dopo.
Al pomeriggio la consolle non è ancora arrivata.
Verso le 17 mi scrive Amazon: “Ti informiamo che, a causa di un inaspettato ritardo, il tuo ordine o parte di esso sarà consegnato con un ritardo di 1-2 giorni lavorativi rispetto alla data prevista.”

Alle 20 scrivo ad Amazon dicendo che ho bisogno di sapere se l’ordine verrà inviato per Natale.
Alle 00:53 Amazon mi risponde con una mail nella quale mi si dice che ricontattano il corriere e sollecitano la consegna, che sono molto dispiaciuti e che per ovviare al disservizio, Amazon mi regala un mese di Prime.

Alla mattina contatto il servizio clienti via chat, in un attimo sono in collegamento con un operatore gentilissimo che si premura di indagare sulla consegna e mi garantisce che sarà consegnata in giornata.

E così è stato.

InMondadori

il 18 dicembre compro online il Kobo, spedizione prevista il giorno dopo e  consegna prevista entro 1-2 giorni.
Il giorno dopo silenzio assoluto da parte di InMondadori.
Scrivo una mail per chiedere informazioni e non ho risposta.

Il 20 dicembre nessuna notizia; riscrivo e nulla.
Alle 20:23 (!) mi arriva una mail che dice che la merce è stata affidata al corriere, consegna stimata entro il 24 dicembre!

Riscrivo perché si tratta ovviamente di un regalo di Natale e voglio sapere se davvero arriverà e quando; non ho nessuna risposta.
Riscrivo il giorno dopo: nessuna risposta.
Riscrivo ancora: nessuna risposta.
Chiamo il servizio clienti (a pagamento!!) e mi rispondono che boh, la colpa a questo punto è del corriere (del corriere? e voi che avete consegnato la merce in ritardo?), che loro non hanno nemmeno la possibilità di contattarlo (!) e che se non lo voglio posso pure non ritirarlo quando arriva.
Così per ricordarvi: stiamo parlando di un regalo di Natale.

Oggi è il 24 e il Kobo non è arrivato.
Il regalo è saltato.
Dall’assistenza clienti Mondadori nessuna risposta, silenzio assoluto, il nulla.

Io sono incazzata come una biscia, per la cronaca.
Cura del cliente? Una vergogna.

Aggiornamento

Oggi ho twittato la mia incazzatura.
Al tweet ha risposto subito Inmondadori (se twitti sì, se scrivi una email no eh…), dichiarandosi dispiaciuta e scrivendo che avrebbe girato la mail al servizio clienti Mondadori (il quale ha lì in un angolo già tutte le mie mail eh, gli ho fatto notare).
Toh, poco dopo Mondadori mi scrive di aver spedito il 20 dicembre (ma va’? Alle 20:23, lo so) e mi invita a contattare il corriere.
Incontattabile comunque, alle 16:00 del 24 dicembre.
(e per la cronaca, ce n’è anche per SDA, contattata in precedenza e dalla quale non ho ricevuto alcuna risposta).

Comunque… buon Natale a tutti eh!

Ambaraba ciccì cocco

ottobre 2nd, 2012 Posted in Tamagotchi | No Comments »

Ambaraba ciccì coccò
Che ci mette sul comò
Che facevano la fila sul dottore
Il dottore si ammalò
Ambaraba ciccì coccò

Nessuno (il dialogo dell’assurdo)

ottobre 2nd, 2012 Posted in Tamagotchi | No Comments »

- Anna com’è andata all’asilo?

- benissimo mamma!

- e con chi hai giocato?

- con nessuno

- ma come con nessuno!

- ma sì, con Nessuno! Nessuno è il mio amico immaginario dell’asilo!

- … :-O

- e però poi Nessuno non è venuto a mangiare con noi

- ah no? E perché?

- perché nessuno gli ha lasciato il posto…

O_o

C’è il braccio di mio padre

settembre 5th, 2012 Posted in il cielo capovolto, ritagli | 1 Comment »

“C’è il braccio di mio padre. Rigido, teso. Sembra un braccio di legno tenuto su da un filo. Non è abituato a stare al centro di qualcosa. Avanza piano, non sa se salutare la gente o guardare soltanto avanti, fa una via di mezzo, saluta con gli occhi, trema.

Quando la sua bara passerà nello stesso corridoio tra gli stessi banchi lui sarà più a suo agio e io avrò nostalgia di questo giorno demenziale solo per lui, per il suo braccio di legno che mi traghettava come fossi di cristallo.

Se gli avessi detto andiamocene, se mi fossi avvicinata al suo orecchio per sussurrarglielo, lui non avrebbe fatto una piega.
Il suo braccio si sarebbe ammorbidito, sarebbe tornato di carne, mi avrebbe presa per mano, io avrei buttato i tacchi e saremmo scappati sul sagrato.”

Margaret Mazzantini, Venuto al mondo

Sant’Ermete: stramûo e sorrido

agosto 29th, 2012 Posted in festa | 1 Comment »

A me la festa di Sant’Ermete piace.
Ogni anno mi piace, mi mette allegria.
Ci trovo ogni volta un senso di serenità che altri giorni smarrisco troppo spesso; ci trovo un’anima bambina – la mia – che si immerge e si lascia portare dalla bellezza, senza troppo indugiare sui soliti pensieri ed elucubrazioni della mia anima sempre – spesso – in tormento.
E ci penso, penso al perché sia così; in fondo le feste patronali spesso si somigliano tutte.
Eppure Sant’Ermete mi emoziona.
E non è perché è la mia, non perché è quella del mio paese; io in fondo non appartengo nell’anima a questo paese.
Io credo ci sia dell’altro.

La festa ha un sapore antico, di radicata memoria; per certi aspetti pare di trovarsi in un vecchio film dai colori forzati, dove eccedono le luci gialle e tutto vira al seppiato, benché sappiamo che in realtà le radici nel passato sono molto più profonde.
Riporta agli occhi una profonda tradizione della nostra terra – quella dei Cristi – tenendo vivi gesti antichi, tramandati e sempre uguali, meravigliosamente e semplicemente veri.

Io penso che uno dei motivi per i quali questa festa ti entra dentro sia il fatto che il suo fulcro, la processione, sia davvero “la festa”.
Non ci sono altre distrazioni.
Non ci sono le decine di bancarelle a confondere; non bastano, per questo, una bancarella di dolciumi e una di giocattoli relegate sulla piazza.
La pesca di beneficenza è roba di paese, oggetti che hai regalato e vai a ripescare con l’unico scopo di contribuire alla sopravvivenza dell’asilo parrocchiale.
Le frittelle sono fatte e vendute da padri, mariti, nonni e nonne.
Ed è tutto qui, la nostra festa in piazza; ma forse proprio per questo c’è di più.

I Portatori di Cristi, con le loro cappe e i loro tabarini, mostrano tutta la fatica e sofferenza dell’avanzare e fermarsi, del peso da portare e dell’equilibrio da raggiungere e mantenere. Il nostro paese è appeso alla collina, la processione si snoda tra salita e discesa; eppure questa fatica, questo sudare sono allegri, festosi.
I Cristi sono gioiosi.
C’è uno strano fluido che ti si riversa dentro mentre li guardi passare maestosi, tra una danza e uno “stramûo“.
E’ un paradosso?
Forse sta proprio qui la chiave di lettura cattolica; tanti elementi che disegnano fatica, dolore anche. I Cristi sofferenti, il sudore di chi li porta, l’attenzione di chi accompagna.. perfino i bambini entrano nella parte e portano la loro croce, fatta su misura per loro, infilata nei piccoli crocchi. Anche loro fanno lo stramûo e aprono la processione con sguardo serio e fiero.
Eppure tutto questo è la gioia di una festa; te la senti addosso, ti si appiccica addosso e sorridi senza accorgertene quasi.
Sorridevo e non me n’ero accorta.

L’Anna mi si è addormentata in braccio.
L’ho tenuta così, sulla mia spalla, per buona parte della serata.
Fatica e abbraccio.
Fatica e gioia.
La mia piccola, recalcitrante, allegra e infinita croce di tenerezza.

Marco ha portato la croce piccola.
Da grande farà il calciatore, il portatore di Cristi e il cuoco, ha detto.
Anche se domani sarà pieno di dolori per questa fatica, ha aggiunto con un sorriso orgoglioso.

E forse ha capito più di noi.
:-)

sogni da interpretare

agosto 17th, 2012 Posted in Tamagotchi | 2 Comments »

Anna, stamattina al telefono:

“Ho tognato un bel togno! Ho tognato che tu avevi messo due dita nel fuoco del camino
- (pausa… silenzio di 3 secondi…) cioè, un sogno nommale ecco, non un bel togno!… -
e ti eri bruciata e poi sei andata all’ospedale

(altri tre secondi di silenzio)

… e poi mi pare che son nata io!”

Gli angeli non vanno mai in fuorigioco

agosto 17th, 2012 Posted in scaffale | No Comments »

Fabio Caressa, gli angeli non vanno mai in fuorigioco, copertina

A volte un libro vale la pena anche solo per una frase.
Questo libro non è memorabile; la storia è banale, un pretesto per raccontare episodi di calcio passato, a volte interessanti e coinvolgenti, altre volte un po’ noiosi.
Mancano storie che escano dalle vicende delle “grandi” e a me, tifosa più che appassionata di calcio, questa carenza pesa un po’.
Niente di che insomma, anche se ritrovare nomi e partite e ripescarli dalla memoria regala qualche emozione.
Se si è vissuto il calcio soprattutto degli anni ’80 si lascia leggere volentieri eh, lasciando perdere la storia (troppo) semplice sulla quale il libro è costruito.

Ma dicevo, a volte un libro intero vale la pena solo per una frase.
Anche se per arrivarci devi scorrere tutte le pagine.

La mia frase è lì, in chiusura, come una serratura da aprire o chiudere.

“E tra un padre e un figlio (o una figlia), anche quando cominciano i contrasti, anche quando magari ci si capisce di meno, se c’è un pallone di mezzo, diventa tutto più facile”.