_se invece di scorrere mi attorciglio
ghiaccio

Il corpo umano: bones

febbraio 14th, 2011 Posted in Tamagotchi | No Comments »

Qualche sera fa il tamagotchi ha approcciato il corpo umano. Ha trovato un libro della Disney che avevo comprato un paio di anni fa per il topobambino che all’asilo “studiava” il corpo umano e si era appassionato all’argomento.
Allora lo abbiamo letto e le ho spiegato che dentro ha le ossa.
Questa cosa le è piaciuta da matti! Così gliele facevo sentire dove la sua ciccia permetteva: la testa, le ginocchia, i gomiti… non la finiva più di studiarsi!
“e ce ho anche nelle mani??? e ce ho anche nelle dita??? e anche ca davanti!!! (e si toccava il torace)”.

Poi guardava le figure e si analizzava.
Il cranio non le è piaciuto
“mamma tetto però no mi pace!! è butto!”
“domani o dico a a nonna che non mi pace tetto”.
E il topobambino allora si è seduto lì vicino e le ha spiegato che dentro il cranio c’è il cervello “che ti fa fare tutto, parlare, ridere, camminare…” Così continuava a toccarsi la testa “c’è i cebello, mi fa pallare, mi fa lidere!!” e giù a ridere: “AH AH AH!!!” :-D

Come mi divertono e mi emozionano queste scoperte! E i suoi modi e le sue uscite sono da scompisciarsi.

E poi metteteci che quando parla (continuamente O_o) sembra paperino :-D

canzoni che tornano

febbraio 5th, 2011 Posted in amarcord, emozioni | No Comments »

Ho una emozione nuova oggi, strana in parte, particolare, commovente.

Quando ero ragazzina scrivevo canzoni strimpellando in maniera assolutamente indecente una chitarra classica, pigiando rec e play contemporaneamente sul registratore di cassette e cantando e suonando davanti al registratore posato sulla scrivania.

E a pensarci non era mica un millennio fa eh… parliamo di… beh sì, diciamo 22 o 23 anni fa O_o

E poi cuffie e via.
Alimentavo il mio ego.
Roba mia, solo per me.
Per riascoltarmi.

L’emozione sta nell’ascoltare oggi, a distanza di tutti questi anni, quel motivo, quella melodia diventare musica.
Sentire quel bozzolo immaturo, accennato, di soli accordi grattati male, diventare una cosa vera, viva.

Perché a differenza di altre cose, che a guardare da un altro tempo non piacciono più, io queste “canzoni” me le porto dentro.

Mi riconosco, le guardo con affetto, mi descrivono ancora.
Magari non tutte, ma tante sì.

E così, per questo, oggi mi emoziono.

Grazie.

macheda, l’uomo nuovo

febbraio 1st, 2011 Posted in Tamagotchi | 1 Comment »

In questo periodo calcisticamente da dimenticare, in questo mercato di svendita blucerchiata, segno questo aneddoto di una quindicina di giorni fa (quindi antecedente alla depressione per la dipartita del Pazzo verso lidi nebbiosi).

Il tamagotchi, altrimenti detta “spugna” o nel dettaglio “sentoanchequellochenonimmaginate” l’altro giorno, mentre guardavamo la partita fa:
“c’è a pattita?? giocca a Pamp?”
“sì” dico io…
e lei: “a Pamp ha uno nuovo, macheda
:-O

cioè, la Samp ha comprato uno che si chiama Macheda davvero.
ma lei che cacchio ne sa?????
Non mi ricordo nemmeno di averne parlato.
Forse l’avrò fatto col topobambino..

okay, devo stare attenta a quello che dico, sempre :-D

Ormoni e dintorni

gennaio 4th, 2011 Posted in topobambino | 1 Comment »

Le perle del topobambino stasera:

- Mamma.. posso guardare striscia la notizia? Non tutta eh, solo le ragazze che entrano ballando..

- Certo che il pisellino è scomodo!
- ma cosa dici? Pensa a com’è comodo per fare la pipì!
- eh? Comodo?! Ma se bisogna sempre reggerselo!!!

O_o

babbo natale è sempre il benvenuto

dicembre 29th, 2010 Posted in Tamagotchi, stanze di vita quotidiana, topobambino | 3 Comments »

Natale è andato.
Regali in quantità industriale.
Bambini emozionati e felici.
Io stanca morta.
Topobambino con varicella.
Tamagotchi con varicella in arrivo.

La sera del 24, a casa per malattia ovviamente, il topobambino aveva paura di sentire l’”oh-oh-oh!” di Babbo Natale.
E poi: “ma il camino è stretto, come fa a passarci?”
“ma le renne mica volano!”
“ma dove si ferma la slitta?”
“ma possibile che non si faccia vedere?”
(e subito dopo: “io non lo voglio vedere, no no no!!!”)
la risposta a tutto questo è: MAGIA!

Il tamagotchi da parte sua non vedeva il motivo per il quale lasciare ben quattro dei bellissimi biscotti al cioccolato con smarties fatti da noi al povero Babbo Natale. Né tantomeno la tazza di latte per le renne.
Che si arrangiassero insomma, dove sta scritto che dobbiamo nutrirli? Metterla in ragione è stata dura ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Però il risveglio è stato emozionante, loro due che saltellavano intorno all’albero e ai pacchi e pacchetti
-tetto è mmio!! è losa!!!!! anche tetto è mio!! è losa!!!

e il topobambino che la chiama e le fa vedere indicando con il dito la tazza vuota del latte e il piattino vuoto dei biscotti:
“ecco, vedi??? li han mangiati!! questa è la prova che esiste!!”

:-D
al che lei si è di nuovo un tantino inalberata per il fatto che ben quattro biscotti fossero stati sacrificati così.

comunque, tutto bene.
varicelle a parte.

e ora aspettiamo la replica
(della varicella, non del Natale…)

qualche foto ricordo :)

La lettera j

dicembre 9th, 2010 Posted in topobambino | 2 Comments »

Il topobambino torna dall’asilo, qualche giorno fa:
- mamma, a scuola sono arrivato alla lettera j!!
Io, che sono notoriamente una spaccapalle:
- però non è una lettera dell’alfabeto italiano! 
Lui si offende (è un tantino permaloso, chissà da chi ha preso :-D ), fa il grugno e si impunta..
- ma nooo, non è vero! Ci sono le parole con la j!!
C’è jeep e pantaloni!!!

Ah no,  jeans!!!

:-D

(poi naturalmente si è offeso perché ridevo)

mamma amica mia

dicembre 7th, 2010 Posted in Tamagotchi | 1 Comment »

Stasera eravamo romanticamente sedute in bagno, il tamagotchi impegnato a fare “una cacca gande e una pizzinna” e tra uno sforzo e l’altro mi guarda, mi fa una carezza – “cara” – e mi dice: “a mamma è mmia amica…”

Io non credo che essere “amica” della propria figlia sia la cosa giusta da fare, sia il ruolo giusto.

Ma ha due anni, per adesso posso commuovermi senza farmi domande :-D

hello kitty e la pulizia personale

dicembre 1st, 2010 Posted in Tamagotchi | 2 Comments »

“elochitti devi fae a pappa!!
ma noooo!! ma hai fatto pipì dosso!! E oa pulicco io!!

ecco fatto!

appetta elochitti! Oa devi fae a pappa!!
Ma suuuu! debi ancoa labatti (trad: lavarti)!!

Ma che ciocciona che sei!!”
(trad: ma che zozzona che sei)

:-D :-D

Il mare d’inverno

novembre 29th, 2010 Posted in buio, cronaca | 1 Comment »

Questa è una storia straziante cominciata circa dieci mesi fa.
E’ la storia di una ragazza, una donna dovrei dire.. ma aveva pressapoco la mia età e mi viene da dire ragazza.
Una mattina all’alba è uscita di casa e non è più tornata.
L’abbiamo cercata, abbiamo tappezzato i muri di volantini.
La mamma ha contattato subito la polizia.
Abbiamo subito pensato al peggio, al mare, a lei che si gettava nelle acque gelide. Avrebbe potuto farlo, lo sapevamo.
E abbiamo pensato che il mare avrebbe potuto restituirla, non qui magari ma nelle acque francesi, com’era già capitato con altri casi analoghi. Conosciamo le correnti che da queste coste portano sempre, spesso, laggiù.
Ma passavano i mesi e il silenzio era l’unica notizia. La polizia non aveva nulla mai da dire a una madre disperata.
E quando vince il silenzio, quel silenzio si anima di congetture. Una telefonata mai verificata, segnalazioni che ti appendono a una speranza.
In questa storia c’è una madre che per mesi regolarmente bussa alle porte delle forze dell’ordine e non ha risposte. E quelle che riceve hanno il sapore amaro di chi ha ben altro da fare e cerca in qualche modo di “liberarsi” di una scocciatura.
Mesi, giorni così.
Gli unici davvero vicini, presenti e soprattutto partecipi sono quelli della redazione di chi l’ha visto. Passano la segnalazione, la fotografia, i dati. Chiamano per sapere se ci sono nuovi elementi. Chiedono. Cercano. Ripassano la foto. Pubblicano l’appello sul sito.

E sono passati dieci mesi.
Questa storia ha un epilogo.
Ed è tragico ma non solo. E’ avvilente e fa rabbia.
Una settimana fa la redazione di chi l’ha visto contatta la mamma. La storia è un po’ più articolata ma cerco di farla breve.
La polizia francese ha trovato un corpo su una spiaggia di Saint Tropez.
Una scarpa, un paio di mutandine, una otturazione in un dente, un particolare della scatola cranica… tutto combacia.
E sarebbe un epilogo che avevamo considerato. Se non fosse che il corpo è stato trovato su quella spiaggia durante una mareggiata a marzo.
Sì, marzo scorso.
Due mesi dopo la scomparsa.
Otto mesi fa.
La polizia francese ha raccolto il corpo.
Ha fatto divulgare la notizia agli organi di stampa.
Ha fatto un appello per raccogliere segnalazioni.
Ha aperto un fascicolo e ha dedotto dalle marche degli indumenti che probabilmente si trattava di una donna italiana.
Ha fatto l’esame del DNA, una ricostruzione computerizzata del viso, ha raccolto tutti i dati e i risultati, ha contattato l’Interpol e ha inviato il fascicolo completo alle questure.
Ma nessuna questura ha mai incrociato i dati. Nessuno ha mai chiesto alla madre un esame del DNA. Nessuno forse ha mai aperto davvero quel fascicolo.
A nessuno ha mai mosso il cuore una madre dignitosa e disperata.
Era tutto lì, a portata di mano, forse tutto sullo stesso tavolo, mentre facevamo il giro dei conventi, mentre contattavamo i centri Caritas, mentre una madre si aggrappava a dubbi e domande.

La storia, raccolta adesso, ci dice che a giugno, dopo tre mesi di silenzio, i francesi hanno avuto il cuore di dare a quel corpo una degna sepoltura. E ora riposa in un cimitero francese, in una tomba con una lapide, i fiori, un nome inventato per darle una identità.
Dopo tutto questo silenzio, i francesi però non si sono dati per vinti.. loro no.
E hanno pensato di contattare l’ambasciata italiana.
E l’ambasciata italiana ha detto loro di contattare chi l’ha visto.
Proprio così.
E con quei dati in mano chi l’ha visto ha dato un nome a quel corpo.
Due ragazzi della redazione sono andati da quella madre.
Sono stati con lei e i parenti.
Li hanno accompagnati in Francia.
Li hanno assistiti.
Li hanno aiutati nelle pratiche, accompagnati nei diversi uffici, hanno fatto da interpreti.
Hanno dimostrato umanità, delicatezza e disponibilità davvero grandi.
Così come la polizia francese.
Umanità. Disponibilità totale.
Pietà anche, sì.
Quell’esame del DNA mai fatto qui lo hanno fatto i francesi alla mamma.
Che ora aspetta solo di riportare qui sua figlia, quando i risultati saranno ufficiali, quando si potrà.

Nello strazio di questa tragedia vissuta da vicino resta oltre al dolore la rabbia, tanta rabbia, per quell’unica risposta cercata e non avuta per mesi.
Per la superficialità, il distacco di chi la risposta l’aveva lì, in una busta, in una cartellina.
E non si è sentito smuovere di fronte alla disperazione di una madre.

Resta anche la riconoscenza per chi invece fa il suo mestiere ma lo fa mettendoci tutta l’umanità possibile. E’ così che un mestiere diventa un servizio.
E sono la redazione di chi l’ha visto, la conduttrice che ancora ora, ora che è tutto finito, chiama… e la polizia francese che tutto il possibile ha fatto per dare un nome, una identità a un corpo raccolto dal mare.

Questa è la storia che volevo raccontare.
Io adesso a guardare il mare dall’alto, scendendo da casa mia, penso a lei portata dalla corrente. Penso a lei che si abbandona. Penso all’acqua tutta intorno a lei.
Al mare che la abbracciava mentre noi fuori ci muovevamo nelle strade, attaccavamo volantini, seguivamo supposizioni.

Questo penso.

babbo natale con ricevuta di ritorno

novembre 9th, 2010 Posted in topobambino | 3 Comments »

Il topobambino ha scritto la letterina a Babbo Natale.
E l’ha scritta lui.
Per questo è così breve quest’anno :-D

Dopodiché ha avuto una crisi esistenziale all’idea del distacco dalla lettera (che fa bella mostra appesa sul caminetto).
In pratica non vuole che Babbo Natale se la porti via.
Ora, giocarmela col “magari quando passa la legge e poi la lascia lì” mi pareva brutto e poco credibile.
Che poi se la lascia lì chi ci dà la certezza che l’abbia letta davvero?

Quindi abbiamo avuto questa brillante idea: una sorta di post-it (attaccato sul retro della letterina) sul quale abbiamo scritto al signor Babbo Natale di far coincidere la consegna dei regali con la restituzione della lettera.

Il premio originalità quest’anno non ce lo leva nessuno :-D

letterina

post-it