_se invece di scorrere mi attorciglio
presepe2

Archive for the ‘topobambino’ Category

In prima elementare

mercoledì, settembre 14th, 2011 Posted in emozioni, topobambino | 2 Comments »

E così è arrivato anche il tempo della scuola elementare.
Ha cominciato bene, sembra contento, la maestra è d’esperienza e per ora tutto fila liscio.

Ricordiamolo il 12 settembre.
Io non lo so, sto così.
Mi sento nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Ma lui è bello nella sua allegria (per ora) e tra i suoi compagnetti.
Guida la fila dei bimbi perché è il più piccolino d’altezza.

E a vederli è un po’ come dice la nonna:
“son troppo piccini per andare a scuola!” :-)

Il cuore che batte

giovedì, agosto 18th, 2011 Posted in Tamagotchi, topobambino | 1 Comment »

Tamagotchi: mamma ma che cos’ho qui?
Io: è il cuore! Lo senti che batte? E’ il tuo cuoricino!
Tamagotchi: ma acche tu ce l’hai?
Io: e sì, ce l’ho anch’io
Tamagotchi: e acche papà? E acche macco?
Io: sì Anna, anche loro, tutti lo abbiamo
Topobambino: Sì sì Anna ce l’abbiamo tutti! Tutti tutti! Tutti tranne Dio e i marziani!
:-O

Il primo dentino

lunedì, agosto 1st, 2011 Posted in topobambino | 5 Comments »

image

Ieri è stato un gran giorno, un giorno importante: il topobambino ha perso il suo primo dentino.
E’ un incisivo inferiore. Dondolava – non troppo – da un po’ e aveva già dietro il dente nuovo che spuntava.
E’ caduto ma in realtà sarebbe stato sicuramente ancora un po’ lì al suo posto se il topobambino oggi pomeriggio non avesse deciso di aprire coi denti il suo salvadanaio :)
E così è saltato via.
E’ un dentino minuscolo.
E stasera ci siamo organizzati per il passaggio del topolino che prende il dentino e lascia i soldini. Ne avevamo già parlato oggi eh e sono mesi che aspetta di perdere il primo dentino da latte.
Quindi: stasera metto il dentino in un bicchiere e lo porto nella sua cameretta per posarglielo sulla scrivania.
- Allora, qui va bene? – dico tranquilla
E a quel punto gli angoli della bocca gli si piegano in una sappa che diventa in un attimo un pianto a lacrimoni:
- Io non voglio che lo porti via.. mi dispiace, io non voglio..
Allora mi gioco la carta dell’accordo:
- senti, ho un’idea, facciamo così: gli lasciamo il dentino nel bicchiere ma gli mettiamo un biglietto e gli scriviamo di lasciarci il dentino perché vuoi conservarlo.. che dici?
- Non mi fido.. e se lo porta via lo stesso? I topi mica sanno leggere!
- Ma questo è magico! Certo che sa leggere!  (e intanto penso che mi sto incartando, lo so..)
- No.. se lo prende..? No no.
- Ma così rinunci alla paghetta, ai soldini che ti avrebbe lasciato!
- sì.. lo so.. ma dei soldi non mi importa (e dal divano si sente arrivare la voce del tamagotchi che squittisce “a me ittelessano i soddi! ” O_o)
-Okay Marco, tranquillo lo metto via e lasciamo perdere
- Lo metti via ma dove? E se lo trova??
- Santo Cielo te lo giuro, non si mette a fare la caccia al tesoro! Se non è sul comodino non lo trova e fine!
- nascondilo nella bandana!
- okay!
(ero all’esaurimento ..)

Alla fine per farla breve non andava bene neppure lì.
L’abbiamo portato in casa della nonna e chiuso a chiave in un armadio.

Per la cronaca il topolino l’ha trovato lo stesso e gliel’ha lasciato ma si è mangiato una noce che la nonna molto furbamente aveva messo vicino.
E ha lasciato doppia paghetta.

Serata difficile :-)

e adesso ciao, asilo

martedì, giugno 21st, 2011 Posted in emozioni, topobambino | 1 Comment »

E così eccoci qui.
Eppure era ieri che scendevamo col grembiulino a quadretti a piedi per la strada per il primo giorno di asilo.
O che spiavo le finestre chiuse dal terrazzo.

E ora siamo qui.
A guardare un topobambino diventato più grande e più lo guardo più mi sembra piccino.
E sono qui che mi si riempiono  di lacrime gli occhi.

Ha salutato l’asilo ieri, il nostro meraviglioso asilo.
Come ha detto ieri qualcuno sul palco della recita, “la famiglia dell’asilo“.

Ha cantato, saltato, ballato, recitato con la sua consueta carica di allegria, entusiasmo.
Ma quando è arrivata la fine della recita, quando è entrato insieme agli altri bimbi che con lui cominceranno il viaggio della scuola elementare, nel suo vestito da diplomato… allora forse ha capito che si chiudeva qualcosa, per la prima volta. Che cominciava un altro viaggio ma che bisognava lasciare davvero questa nave così bella e sicura.
Forse ha capito che era il primo passaggio verso qualcosa, questo crescere di cui tanto si parla ma del quale non ci si rende conto.

Forse ha capito il mio orgoglio e la mia paura.

E piangeva il mio cucciolo, piangeva senza singhiozzi, solo con grosse lacrime tonde che gli rigavano le guance.
Si guardava intorno un po’ spaurito e mi guardava e sapeva che stavo capendo.
So che lo sapeva.

Ha tenuto gli angoli della bocca piegati, bagnandosi le guance.
Ha preso il diploma dalle mani della maestra, con gli occhi ancora più brillanti e lucidi.

E poi, appena finito, è sceso ed è corso qui. Da me.
E si è lasciato andare ai singhiozzi.
Con me.

Cucciolo, cresci.
E’ solo questo. Cresci.

E se piangi di malinconia non è altro che un buon segno.

cotto e mangiato: palline di cioccolato (alla marco)

mercoledì, giugno 15th, 2011 Posted in cotto e mangiato, topobambino | 4 Comments »

Direttamente dalla cucina di casa, chi ha voglia di imparare a fare delle ottime palline di cioccolato?
Il topobambino è lo chef perfetto!

:-D

io sono dentro gli occhi tuoi, Vincent

mercoledì, aprile 27th, 2011 Posted in Tamagotchi, topobambino | 2 Comments »

In realtà siam partiti per andare a Ikea a comprare un tavolino il topobambino, il tamagotchi, la nonna e io. Non ci è neppure venuto il dubbio che potesse essere chiusa, a pasquetta.
E invece chiusa era.
E allora? Facciamo un salto in centro.
Bella Genova tra i turisti. Peccato solo che sia quasi tutto chiuso: negozi, bar… anche le librerie.
E se andassimo a vedere Mediterraneo? Ma sì dai, andiamo.
Proviamo!
Coi due nanetti proviamo!
E così siamo andati. E qui vi racconto quello che sostengo da anni: non esiste un divertimento per bambini e uno per adulti. Esiste un modo per far divertire i bambini sempre.
O quasi, quantomeno :-)
A Mediterraneo hanno avuto la bellissima idea di mettere a disposizione (pagando eh) oltre alle audioguide per adulti anche delle audioguide per bambini.
Così ho preso per i nanetti due cuffie col telecomando (come lo ha chiamato il tamagotchi, che quando premeva i numeri sul tastierino per selezionare puntava il quadro) e siamo partiti a fare il nostro giro.
Le audioguide per i più piccoli raccontano i quadri (alcuni, selezionati) come storie.
E loro passavano da un quadro all’altro, restando incantati.
Il topobambino si sedeva in terra di fronte al quadro e stava a guardarlo, tutto assorto nell’ascolto, con gli occhi posati sui colori. E il Tamagotchi arrivava, gli si sedeva accanto e lo imitava, con le sue cuffiette e col naso all’insù, mentre la gente restava ferma all’ingresso delle sale a guardarli :-)

Poi è arrivato Van Gogh e si è incantato.
questo è Van Gogh mamma!“, l’ha riconosciuto ed era tutto fiero, ha fatto partire l’audioguida e si è perso lì, davanti ad Arles vista dai campi di grano.
E sia chiaro, lui Van Gogh lo ama grazie ai Little Einsteins, non per spinta culturale materna!

Dopo un’ora e mezza siamo usciti. Annotando l’appuntamento con Van Gogh a novembre, imperdibile :-)

Ecco, non sottovalutiamo i bambini,  non diamoli mai per scontati. Lasciamo che ci stupiscano!
Non decidiamo per loro sempre cosa sia divertente e cosa no, cosa sia per loro e cosa no.
Cosa sia interessante e cosa no!
Non diamogli solo giochi perché sono bambini. Non trattiamoli come bambini.
Cosa riescono a mangiare con gli occhi e con le loro testoline non possiamo immaginarlo.
E a darlo per scontato gli togliamo un po’ di spazio per sognare, stupirsi e stupirci.

memo: addio alle rotelle

lunedì, aprile 18th, 2011 Posted in topobambino | No Comments »

16 aprile di questo anno in corso invece: il topobambino ha imparato (oserei dire finalmente) ad andare in bicicletta senza rotelle.
Fino a ieri è stato pigro all’inverosimile, non voleva provare e siccome una buona parte dei suoi amici aveva già imparato ad andare la sua soluzione è stata quella di accantonare la bici :D

poi è arrivata la bicicletta rosa nuova per il tamagotchi e allora ieri abbiamo preso la sua e abbiam tolto le rotelle.

morale: ci è salito sopra ed è partito, com’era prevedibile.
come se senza rotelle fosse andato da sempre.
gli ho detto: “ma hai visto che è facile? e non ci credevi!”
e lui: “era solo nei miei sogni che fosse così facile:-)

noi saremo sempre qua

martedì, aprile 12th, 2011 Posted in emozioni, topobambino | 4 Comments »

domenica la samp ha perso e con questo direi che il purgatorio della B ci aspetta e non nutro sinceramente speranze di salvezza.

ma non è di questo che voglio parlare, non è questo che voglio appuntarmi qui.
domenica il topobambino ha fatto il suo esordio allo stadio.
colorato, blucerchiato, col viso dipinto, la felpa larga, il capellino e gli occhi sperluccicanti.
ci siamo lui e io per manina che camminiamo lungo il marciapiede in mezzo a mille altre persone, tra sciarpe e bandiere, la bancarella per comprare la maglia di palombo (che quella di Curci proprio non c’è), la fila allo sbarramento, la fila ai tornelli, il sole che ci scalda, lui che guarda su lo stadio da sotto.

e il corridoio sotto la gradinata fino a sbucar fuori.
il campo.
la gente.

un passo e sempre per mano si ferma a guardare.
la bocca semiaperta.
gli occhi che sembrano farsi ancora più grandi a raccogliere tutto.

io era un sacco di tempo che non andavo allo stadio.
sono tornata con lui.

e suonava la canzone della mia adolescenza, quella lettera da amsterdam che è nelle mie colonne sonore (e lo so che se non lo si vive non lo si può capire), mentre fermi sbucati in gradinata avevo il cuore in gola per la sua manina che mi stringeva e la sua bocca aperta e l’essere lì, uno stadio diverso da trentatre anni fa quando io entravo con mio papà per la prima volta.

così all’improvviso, di colpo, senza preavviso, ho cominciato a piangere.
e ho pianto come una bambina ed era gioia, era commozione, era l’emozione di dare la mano lì al mio bambino e insieme avere mio padre per mano.
o forse un po’ la gioia di rivedermi in lui, rivedere me.

cos’è, un cerchio che si chiude? uno scambio di rotaia?

ho preso il topobambino in braccio per non farmi veder piangere così e siamo saliti in gradinata.

“e dov’è la samp?”
“e l’allenatore?”
“ma come fanno a comprare delle bandiere così grandi?”

poi la partita, i canti, le urla. 90 minuti in piedi, aggrappato a me, senza perdersi un’azione, un movimento, senza distrarsi mai.
e commentando tutto :-)

le  migliori:
“ma daiiiii!!! ma è un gatto di marmo!!” (maccarone)
“ma per fargli tenere la palla nei piedi bisogna sparargli un po’ di colla a caldo!” (maccarone)
“mamma… ma posso dire garrone vai a cagare?”
“ma la prossima partita? … e a bari ci vuole tanto ad andarci? ah, vabbè allora verrò col brescia”

:)

25 marzo: sei anni

venerdì, aprile 1st, 2011 Posted in topobambino | 5 Comments »

foto compleanno

Con un po’ di mio colpevole ritardo.
Abbiamo superato la tappa dei sei anni. Ed è una tappa importante.

Con orgoglio e senza nascondere un velo di malinconia dolce
auguri piccolo grande topobambino mio.

la gestione della rabbia

giovedì, febbraio 17th, 2011 Posted in stanze di vita quotidiana, topobambino | 2 Comments »

Ma provate a spiegare a un bambino di cinque anni che si incazza come una biscia la gestione della rabbia.

Provate a spiegargliela mentre state perdendo il derby.

Provate a spiegargli, mentre si infuria perché non facciamo gol, che deve essere “sportivo” (…) e che a volte si vince, a volte (…) si perde.

Provate a insegnargli che “bisogna saper accettare la sconfitta”, che “è sbagliato farsi travolgere dalla rabbia”.

Provate a dirgli qualcosa mentre costruisce le barricate di giocattoli contro la porta per non far rientrare il genoano di casa.

Provate a spiegargliela, la gestione della rabbia, mentre voi spacchereste il muro a pugni.

Per poi sentirgli dire la mia verità

“marco, dai, è andata così. Ti ricordi l’anno scorso, quando abbiamo vinto?”
“Non mi serve a niente ricordarmi. Io voglio vincere sempre!

e poi voltando le spalle e andandosene a buttarsi sul letto
“…ma che vadano a cagare, oh!!”

okay, lo ammetto, non ho avuto la forza di sgridarlo per la parolaccia.

che serata difficile!…