B come Bracconiere. Bastardo.
mercoledì, agosto 27th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana | 3 Comments »Sono a casa e preparo la cena al topobambino. Lui guarda i cartoni.
All’improvviso sento un colpo.. Mi fermo. Sembra proprio un’arma da fuoco. Esco sul terrazzo.. Ed ecco un secondo colpo. Proprio qui, praticamente accanto a casa nostra. Giro gli occhi e vedo un animale cadere nel solco che segna il confine tra il nostro terreno e quello vicino. Un capriolo. Un uomo si muove, passa, sparisce. Un figlio di puttana che si è appostato qui ad aspettare il capriolo – spesso scendono qui a mangiare le mele – e che ha sparato ad altezza uomo, verso la nostra fascia. Qui, accanto a casa, dietro casa, dove ci sono gli ulivi piccoli, dove marco gioca con il cucciolo adolf o con la canna dell’acqua o raccoglie mele.
Quest’uomo inutile ha sparato qui. Per un capriolo che ora è in terra nel terreno vicino.
Con la vigliaccheria che solo lui può avere si nasconde tra gli alberi. Non esce, non risponde agli insulti. Poi risale e sparisce dall’altra parte del versante.
E stanotte verrà a prendersi l’animale; probabilmente lo venderà a qualche ristorante. Questo stupido, inetto, codardo, bastardo uomo di merda.
E mi montano insieme la rabbia per quel povero capriolo che fino a poco prima si mangiava le mele cadute, a meno di cinque metri dalla finestra della camera del bimbo, e la rabbia per la stupidità, la cecità di un uomo che per ucciderlo spara in mezzo alle case, in casa d’altri, ad altezza uomo.
Senza pensare a quello che sarebbe anche potuto accadere.
aggiornamento del mattino
il vigliacco non è venuto stanotte, il capriolo è ancora lì per terra.
ho già chiamato la forestale.
ti spio
giovedì, novembre 23rd, 2006 Posted in cronaca, stanze di vita quotidiana | No Comments »stamattina convegno.
non mi interessa, ci devo stare, mi guardo intorno.
c’è un finanziere seduto in una poltrona di una fila deserta; ha tra il mani il suo cappello.
e non sa dove metterlo.
prova a posarlo sulla sedia accanto alla sua, ma i sedili sono di quelli che stanno chiusi e il cappello è troppo leggero..
Prova a spostarlo un po’ più avanti… niente, è troppo leggero.
Io lo guardo e mi fa tenerezza. Sarà che sono stanca.
Prova a posarlo sopra alla sedia chiusa, ma lo spazio è troppo poco, non ci sta.
Cade.
Lo raccoglie e lo tiene un po’ tra le mani. Si perde un po’ lo sguardo.
E mi incuriosisco dei suoi pensieri che non leggo.
Mi distraggo qualche minuto e lo ritrovo poco dopo, sempre lì seduto su quella sedia, col suo blocco e la valigetta sulle gambe.
Ma il cappello appeso al bracciolo della sedia accanto.
E a volte mi chiedo se magari i nostri sguardi sulle cose hanno una qualche forza che impedisce loro di fare un corso naturale.
i pazzi sono fuori
mercoledì, novembre 15th, 2006 Posted in stanze di vita quotidiana | No Comments »c’è cielo plumbeo e caldo e umido oggi.
e un cioccolatino a forma di cuore fasciato nella stagnola rossa.
nel corridoio della stazione stamattina passavamo tutti in una fiumana, mentre un barbone seduto a terra a sostenere il muro gridava “mulinex! mulinex!”
pazzo bruciato dall’alcol o dalle sigarette, parole a vanvera, parole incomprensibili.
eppure ho pensato che aveva ragione, mi sono sentita un pezzettino di qualunque cosa
forse più una verdura
infilato in un frullino o un tritatutto e poi rovesciato lì.
come tutti gli altri che camminavano a passo veloce accanto e me, mi superavano e li superavo, eccoci, frullati per un’ora su treni rumorosi e rovesciati dentro una stazione come a riempire un bicchiere, una pentola.
camminiamo e siamo un’onda, un flusso di verdure tritate, una spremuta di agrumi, un succo di pomodoro.
gestire un’idea, non è mica facile
martedì, ottobre 31st, 2006 Posted in stanze di vita quotidiana | No Comments »
camminavo per strada stamattina, uscita dalla stazione, nella gente e nella tramontana ancora fresca.
è sereno il cielo, eppure oggi il mio bioritmo è una rotaia
e basterebbe sentirmi dire “scusa”
sul marciapiede una lampadina spaccata
inusuale trovarne, in realtà.
non ridotta in briciole, spaccata in due.
Di un’idea, due.
Oppure un’idea distrutta.
a volte quello che vivi dipende dall’umore e non viceversa.
come “...non è la vita ad ispirare le canzoni
come credi tu
sono le canzoni che costringono la vita ad essere com’è
e come non è…“

