_se invece di scorrere mi attorciglio
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Archive for the ‘stanze di vita quotidiana’ Category

Se n’è andata cucendo..

sabato, gennaio 3rd, 2009 Posted in stanze di vita quotidiana | 4 Comments »

Mia nonna è volata via. Ormai non mangiava più.
Si è assopita, non si svegliata.
E ieri, prima di morire, stava cucendo un orlo, di una tovaglia o di un lenzuolo forse. Con gli occhi chiusi teneva un ago, faceva lenti e precisi movimenti con le dita tirando un filo immaginario.
Io ero a casa, mia madre mi raccontava commossa. Erano almeno dieci anni che non cuciva più, ma ripeteva precisi gesti che le erano rimasti conosciuti.
Nel suo sonno che non era un dormire era tornata indietro a un ricordo, ad una serie di movimenti che le erano naturali, automatici quasi e non aveva mai dimenticato anche smettendo di farli.
Avrei voluto sapere dov’era seduta, a quale tavolo di quale casa e chi c’era con lei. Avrei voluto vedere cosa stesse cucendo, forse non una tovaglia, forse una delle camicie o dei vestiti che mi ha fatto quando ero ragazzina.
Il suo sogno tra ago e filo era iniziato il giorno prima, quando tastando il lenzuolo mi aveva detto “non va bene così”. E io non capivo, non ho capito lì per lì. Le ho risposto che sì, andava tutto bene, era tutto a posto. Invece lei mi ha detto di nuovo “non va bene così”… “non mi sono spiegata”; e poi si è messa a ridere, “nu se capimmu” ha detto. Sì, non avevo capito. Era l’orlo del lenzuolo a non andare bene.
Era da rifare.
Tutto da scucire e ricucire daccapo.
E chissà nonna se prima di andartene hai finito il lavoro..

Mamma.. con dedica

sabato, novembre 15th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana | 5 Comments »

La giornata di ieri:
ho portato il topobambino all’asilo, l’ho ripreso alle quattro, siamo andati a una festa di compleanno (ebbene sì, la prima a cui partecipiamo.. ha fatto lo sforzo) e alla sera riunione dell’asilo con elezione dei rappresentanti di classe (e sorvolo su certe uscite di alcuni genitori perché poi mi si dice che sono polemica).
In tutto questo con la lavatrice di ieri ho pure finito la confezione di napisan che avevo trovato in casa. Ora me ne restano solo alcune bustine che ho trovato nei pacchi dono dell’ospedale.
Insomma.. ieri mi sono sentita molto mamma – pucci! :-D
Peccato che abbia vanificato tutto stamattina dimenticandomi la tamagotchi tra i tavolini del bar dove avevamo appena preso l’aperitivo..

22 ottobre, la sera prima del giorno

mercoledì, ottobre 22nd, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana, topobambino | 3 Comments »

Ed eccomi qui.
A guardare Genova dall’alto, ad aspettare domani, a cercare di non pensare al mio topobambino che ora dorme beatamente a casa della nonna ma che ogni tanto dice che “mi aspetta” e che non vuole andare a scuola domani..
Eccomi qui tra un monitoraggio e l’altro in una stanza singola con bagno personale e vista sui tetti genovesi (ospedale pubblico eh!) che mi riporta a tre anni e mezzo fa.. Qui era tutto diverso ma la vista era la stessa.
Eccomi qui ad aver paura soprattutto, direi più che impazienza.. Come un velo protettivo vorrei stendermi sul topobambino perché è lui il mio pensiero forte, non lei.
Sì, è così, lo ammetto.
Intanto mi hanno già ritirato i sacchettini con le tutine, sono già pronti al nido.
Mi gira un po’ la testa.
La stanza è vuota.
E’ quasi notte.
Il reparto è semivuoto e silenzioso, c’è solo un bimbo che piange da qualche parte, in qualche stanza.
Passerà.
Ho portato l’ipod eh, ma ho paura a tirarlo fuori.. Non so se la musica mi fa bene adesso. Per ora ho i miei due fiorellini, quelli che mi ha dato il topobambino quando sono partita da casa.
“grazie topo, fatti dare un bacio, vieni” gli ho detto
Mi ha risposto “ma non sono per te mamma, sono per il dottore..”

Depressione pre parto: precisazione

lunedì, ottobre 20th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana | 4 Comments »

Il commento di alessandro al post precedente e qualche altro messaggio di scuse mi hanno fatto capire di non essere stata per nulla chiara.
Tutto quello che ho scritto è vero ma ho tralasciato di dire che era riferito a una certa categoria di persone: si tratta dei quasi sconosciuti, di quelli che in condizioni normali incontro per strada e saluto con un buongiorno, salve, buonasera. Sono loro che adesso mi fermano per dirmi di sbrigarmi, di farla uscire. Sono loro che mi chiedono cosa sto aspettando..
Ecco, diciamo che il grado di confidenza gioca un ruolo importante. Oserei dire fondamentale.
:-)

Depressione pre parto

domenica, ottobre 19th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana | 1 Comment »

Non è niente di grave eh.. Passerà e sono cose inevitabili. In un modo o nell’altro uscirò da questo tunnel.. e lei uscirà da qui.
Però: io non riesco a capire che senso abbia chiedermi continuamente ” e allora?? La vuoi far uscire di lì?” oppure “ma cosa aspetti?” e tutte le varianti, tipo “ancora un po’ e cammina”, “ancora un po’ e parla”.. Sì, vorrei rispondere, spero che parli così magari vi può mandare a cagare direttamente lei.
Poi per carità, io sono insofferente in questi giorni eh.. Ma pure un tantino stanca!

Altro che facebook!

mercoledì, ottobre 15th, 2008 Posted in amarcord, stanze di vita quotidiana | 3 Comments »

Me ne stavo seduta rassegnata nella saletta del terzo piano del galliera aspettando il mio turno per il monitoraggio e ciacolavo senza troppo entusiasmo con una ragazza che come me aspettava.
Si avvicina una ragazza, io al solito non me ne accorgo visto che come sempre me ne sto un po’ sulle mie..
“scusami, ma tu sei alessandra?”
… Carramba che sorpresa! Una mia compagna di liceo, non la vedevo da più di quindici anni!
Ora, non è che fossimo amiche eh, io al liceo ero soprannominata “scazzo” e un motivo ci sarà stato.. Ci ho messo anche un paio di minuti almeno a ricordarmi come si chiamasse. Però poi l’ho riconosciuta!
E mi è venuto in mente che in una versione di greco invece di una cosa tipo “un esercito avanzava armato di lance” aveva tradotto “una schiera di scimmie (?) con una tazza in mano” :-D

come l’ultimo giorno di scuola

giovedì, settembre 11th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana | 4 Comments »

Oggi è l’ultimo giorno qui, da domani sono in maternità.

Sarà senz’altro colpa degli ormoni.
Sicuramente è (anche) colpa degli ormoni.

Ma so che questo posto una volta a casa mi mancherà.
Un po’ mi mancherà.

Non c’è che dire, lo so, mi sento fortunata.

io sono mamma, training autogeno

mercoledì, settembre 10th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana, topobambino | 5 Comments »

Cosa ho imparato? Che non riesco a far parte della categoria delle madri. Quelle che si metterebbero una spilla con scritto io sono mamma intendo.. E sono tante. Ma proprio tante!

Ci sono le mamme-piombo, quelle madri così pesanti che ti senti oppressa solo a guardarle. Sono quelle che commentano ogni cosa, che mostrano sicurezza su tutto, che si mostrano sempre ferme e hanno tutte le risposte. Per dire, quelle che mentre qualcuno affronta con le maestre l’argomento generale “piangeranno e cosa dobbiamo fare? andare via lasciandoli piangere? Aspettare? Piangere anche noi? :-) ” si sentono in dovere di far sapere a tutti che loro non vedono l’ora di mollare il figlio treenne all’asilo e che aspettano questo momento da tre anni appunto.. Quindi che non esiste questo problema, che loro sono forti e anzi, non hanno neppure bisogno di essere forti.

Poi c’è la madre accentratrice, quella che in mezzo a quindici genitori in una riunione generale fa domande e pone questioni assolutamente personali, del tipo se mio figlio suda gli si alza la temperatura quindi non preoccupatevi, non è febbre.. :-/

Altra tipologia è la madre miofiglioèunbambinoquindipuòfarequellochevuole.. Io sono probabilmente esagerata e ho l’ansia sempre che faccia qualcosa che dia fastidio, oltre ad essere insofferente, ma mi irritano tanto queste le madri quanto i loro figli.

Poi c’è la madre esperta (indipendentemente dal numero dei figli ovviamente), quella che ha già sperimentato tutto e ha imparato tutto. E quindi può insegnare il mestiere di mamma a tutte quante, comprese le famiglie numerose, le madri di figli più grandi.. A tutti.

E altre categorie ci sono eh; queste sono quelle identificate in una riunione per la scuola materna con una decina di genitori… Non male come fauna. Non male come inizio.
Lunedì primo approccio.
E speriamo bene. Non solo per i figli ma anche per le mamme.
E soprattutto per me che non so mica se ce la farò.

Viva il Santo

venerdì, agosto 29th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana | 2 Comments »

Ieri sera bella festa patronale nella nostra frazione.
Soprattutto bellissima processione: la banda musicale, una ventina di Cristi (tra cui uno veramente enorme) che ballavano, la cassa del Santo patrono, atmosfera festosa, confraternite; insomma, ad un certo punto sembrava quasi di essere in un paesino del sud :-)
Certe tradizioni che mescolano devozione e un pizzico di scaramanzia, come la cassa del Santo portata a spalla che dopo la processione deve entrare e uscire dalla chiesa tre volte prima di tornare ad essere messa accanto all’altare, mi piacciono. Non so, mi rendono gioiosa.
Forse è la semplicità in fondo che mi rende serena. Camminare nella calca tra la gente che guarda, che partecipa, tutto il piccolo paese in strada, mangiare lo zucchero filato, il topobambino incantato con la bocca aperta a guardar sfilare i Cristi, scendere da casa a piedi e soprattutto risalire a piedi, nonostante la pancia… sono stata bene, ecco.

Anche se il finale di serata ha regalato due delusioni a Marco: i fuochi d’artificio annullati per tempo troppo asciutto… e soprattutto il palloncino che è volato via appena tornati a casa, colpa della Milla che ci si è ingarbugliata.

Abbiamo curato la disperazione con un cono di zucchero filato fatto in casa :-)

B. aggiornamento

giovedì, agosto 28th, 2008 Posted in stanze di vita quotidiana | No Comments »

Ieri sera la Guardia Forestale, nella figura di due ragazzotti, è venuta a casa per raccogliere le testimonianze dirette e buttar giù un verbale di sommarie informazioni (qualcosa del tipo “persone informate sui fatti”).
Gli abbiamo raccontato per bene com’è andata e hanno verbalizzato tutto; soprattutto hanno sottolineato, oltre alla gravità del gesto in sé, il fatto che avessero sparato a una trentina di metri dalle case e verso la casa, quando il limite eventuale (a caccia aperta – lì da noi la caccia al capriolo è chiusa!) è 150 metri.
Comunque vedremo… spero solo che serva almeno a far capire a questa gente che non possono fare quello che vogliono e che non possono farlo lì.
Spero almeno che capiscano che non siamo persone che se ne stanno zitte a subire.

La serata ha avuto un paio di dialoghi di rilievo tra i due giovanotti:
1) “ma se scrivo razza caucasica secondo te T. capisce che sto dicendo che è bianco??”
2) “giù si scrive con l’accento o senza?”