speciale e normale
giovedì, febbraio 15th, 2007 Posted in Senza categoria | No Comments »
si è fidanzato!
ieri giorno di ferie, il topobambino e io partiamo da casa e ce ne andiamo a passeggio; spesa, un paio di commissioni e poi andiamo al parco giochi, suo luogo di ritrovo di tutte le mattine in compagnia della nonna.
vento di scirocco, nuvole basse, mare mosso che spruzza acqua sullo spiazzo dei giochi, quasi appoggiato sul mare.
quando arriviamo non c’è nessuno
"bibi?" dice e allarga le braccia nel suo fare perplesso.
"non ci sono bimbi, è brutto tempo…"
invece no, tempo un minuto e arriva… la gang. Sono quattro o cinque bimbi, tutti più grandi di lui di un anno, e un bimbo un po’ più piccino.
Ed eccolo che parte… macchinine, cavalli, corse, tutti in truppa e lui dietro che ride, ride che sembra la gioia perfetta.
lo guardo, lo lascio inseguire e farsi inseguire in giochi che sicuramente non capisce fino in fondo ma che fa con entusiasmo, scatenato in un continuo movimento, cade e si rialza senza un pianto, guarda i bimbi più grandi e li imita e loro che lo conoscono ne fanno un compagno di giochi.
Salgono i tre, in quattro su una macchinina, a lui spetta il volante, alla bimba il posto al suo fianco e gli altri ammassati sul cofano… io guardo e mi viene da piangere, lui grida e ride e questa gioia perfetta della vita mi sconvolge di emozione.
E nel mio sempre cupo pensare, nel vento umido, mi fa rabbia la consapevolezza che questa è davvero la felicità perfetta e assoluta e che questa sensazione difficilmente farà parte di ricordi che si porterà dentro.
Poi la bimba lo chiama
"maccolino, bieni sullo civolo!"
e lui parte e si arrampica su uno scivolo grande, di quelli che scendono a chiocciola, sale con le ginocchia sicuro, che lo fa sempre ma è la prima volta che lo vedo, arriva in cima si volta a guardarmi, si siede e si butta giù per lo scivolo, a bocca aperta.
"maccolino, andiamo sulla nabe!"
e di corsa a comparire e scomparire dagli oblò, inseguirsi… e arrampicarsi sulle corde fino al piano alto della nave.
e poi gli scivoli, le corse… e il topobambino che parte di slancio ad abbracciare la sua amichetta, con un po’ troppa foga e la spinge.
Lei si fa seria, sotto i codini alla pippi calzelunghe; il topobambino parte in un bacio, che vuole farsi perdonare; lei resta seria…
"io sono allabbiata con maccolino!!"
lui sorride e io li guardo nelle scaramucce.
sono felice e fortunata, ma sempre nello stesso scirocco ho davanti tutto quello che mi sto perdendo nel vivere frenetico delle mie giornate.
"ora andiamo dai, fai pace e saluta" e sorrido.
"ciaaaaa, manni!!" con la manina e ci avviamo al passeggino, verso casa, dopo aver bevuto alla fontanella come peter di haidi.
nel vento nel buio
martedì, febbraio 13th, 2007 Posted in Senza categoria | No Comments »il topobambino, che è un parlatore in una lingua sconosciuta, metà giapponese metà tedesca, da ieri dice una parola nuova
buo
che è il buio della sera, della notte.
mi fa ridere perché non si ricorda mai come si chiama l’orso e allora quando glielo chiedo farfuglia qualcosa di simile e ride, come a dire dai, dimmelo tu.
stanotte un vento fortissimo ululava dietro la casa ma lui è abituato ormai, non si sveglia e non ha paura. E alle cinque e mezza una falce di luna era appesa sul mare, sopra al profilo delle colline davanti a casa, mentre l’aria limpida rimandava luci di paesi e città che sembrava di toccarle.
bello, bellissimo.
ascolto
lunedì, febbraio 12th, 2007 Posted in Senza categoria | No Comments »ci vuole un bel tacere
per ascoltare tutto
come ogni lunedì ho il sapore del fine settimana, il soffio del topobambino che è felice se sono a casa e mi abbraccia e mi cerca.
e la fotografia che ho, è di me sdraiata nell’erba al caldo del sole, mentre il topobambino gioca con le gallinette e con le caprette.
e poi prende un bastoncino è fa il pastorello, come peter di heidi.
come neve al sole
giovedì, febbraio 8th, 2007 Posted in Senza categoria | No Comments »faccio un salto sul sito a cercare un testo, volevo scrivere
“spegnere non potrò per la mia vita
questa voce che sento,
che dice che per te mi ha fatto Dio
e in questo lago brucio”
e scopro che il gruppo si è sciolto… aspettavo nuove musiche e parole e invece si è sciolto.
play
venerdì, novembre 24th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »la cosa fantastica da sempre della mia vita è che ogni mattina mi sveglio col ricordo nitido di ciò che ho sognato.
bello o brutto che sia, so sempre cosa ho sognato quella notte.
Questo aspetto del mio essere è piuttosto invadente, nel senso che ogni giorno in realtà è in parte "condizionato" da quello che ho sognato; il mio carattere lo è, il mio umore, perfino i miei sentimenti, le mie reazioni, i miei desideri.
E da un po’ di tempo credo di sognare anche con una colonna sonora.
perché la mattina – ogni mattina – quando mi sveglio ho una canzone diversa in testa ed è varia, sono canzoni che ascolto spesso ma anche canzoni che non sento da molto, perfino canzoni che non mi piacciono, scelte casuali.
un piccolo film ogni notte.
E in effetti amo questa parte di me.
ci sono
mercoledì, novembre 22nd, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »e se riesco a uscire da questo vortice lavorativo senza respiro, sopravvivo.
solo, sono senza tempo.
e mi manca.
basta poco per crederci
martedì, ottobre 31st, 2006 Posted in Senza categoria, vignette | No Comments »
Pimpa: Ho portato la mucca a mangiare l’erba in fondo all’oceano
Armando: Non è possibile, le mucche non vanno sott’acqua
Pimpa: Ma le ho prestato la maschera!
Armando: Allora ci credo.
(ispirata da un post serio di Rapida)
pa’ hai voglia di lavorare un po’?
giovedì, ottobre 26th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »mio papà è morto più di due anni fa
precisazione: non è un post triste
nella casa dove abitavamo prima – ma non abitiamo più da quattro anni – è arrivato un avviso per il ritiro di una raccomandata.
E’ indirizzata a mio papà.
Questo innesca una serie di domande che sfioro soltanto, tipo come può un postino lasciare un avviso per una persona che non abita comunque più lì, lasciarlo posato sulle cassette della posta?
In pratica una nostra ex vicina di casa ci ha chiamato e comunicato la cosa.
Mia mamma decide di partire stamattina – lo so che potevamo far finta di niente e lasciare che se ne tornasse da dove era venuta, ma dopo una "dipartita" escono sempre anche a distanza di anni mille casini e l’ansia di mia mamma ha fatto sì che preferisse andare a capire di persona di che cosa si trattasse.
Questione due: per ritirare una raccomandata per conto terzi c’è bisogno della delega…
ah ah ah!!
pa’ mi fai la delega?
almeno all’ufficio postale ci conoscono e consegnano la lettera a mia madre.
Sono al lavoro e non ho la lettera davanti.
E’ una lettera della Provincia.
Invitano mio padre a recarsi agli uffici di collocamento per sistemare la sua posizione lavorativa… e magari reinserirsi nel mondo del lavoro.
mio papà è morto più di due anni fa
precisazione: non è un post triste
attenzione al terzo binario, treno in transito
giovedì, ottobre 26th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »ce l’ho una fobia.
è il treno in transito.
se sono su un binario e arriva un treno a gran velocità devo scappare, andarmene, non vederlo.
possibilmente anche non sentirlo, ma questo è già più difficile.
di solito mi rintano nel sottopassaggio e faccio come rain man, comincio a mugolare, a emettere suoni tipo "aaaaaaaaaaaa" con le mani sulle orecchie per coprire il rumore.
Oppure, dà molto meno nell’occhio, alzo al massimo il volume del lettore mp3.
Il perché… potrebbe esserci più di un perché.
Non ho subito traumi infantili, non che io sappia.
Non ho idiosincrasia per il treno in generale (escluse le infuriate quotidiane per i ritardi, ovviamente), l’ho sempre usato molto anche da adolescente.
Il treno che se ne arriva tranquillo in stazione non mi crea alcun turbamento.
Ma quando vedo spuntare all’orizzonte un treno infuriato, che galoppa a gran velocità e so che con la stessa velocità sfreccerà davanti a me, il battito comincia ad accelerare, i tendini e i muscoli mi si induriscono fino a farmi male, il respiro si taglia, si attorciglia lo stomaco.
Come se un omino nascosto nei miei polmoni si mettesse a urlare facendo risuonare tutto il mio corpo come una cassa. Mi rendo conto che non so se questa descrizione rende l’idea…
Il treno in transito è come una spaccatura.
Come un taglio, come una ferita.
qualcuno dice che sono pazza.
e non per questo.
guardo la mia ombra tra i muri / scivolare
mercoledì, ottobre 25th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »le persone non cambiano
è che col tempo il tempo le complica
più di un po’


