16 aprile di ogni anno
sabato, aprile 16th, 2011 Posted in il cielo capovolto | No Comments »anche se sì, il “senso” ce l’ho sempre qui davanti agli occhi.
ciao pa’
chiamami sempre amore
domenica, febbraio 20th, 2011 Posted in Canzoni di notte, il cielo capovolto | 4 Comments »Vecchioni ha vinto Sanremo.
Non so perché piango.
Non lo so.
Sanremo non l’ho mai guardato.
L’ho sempre evitato coscientemente.
Forse è solo il solito mio guardare coi miei occhi.
Forse è comunque emozione.
Forse paura.
Forse mi fa effetto qualcosa che da un lato stride, dall’altro però non so.. è come se fosse giusto.
Non lo so davvero.
Ma è così.
E vaffanculo se non so spiegarlo.
Me ne frego se non spiegarlo.
E’ così.
Ho spento la luce al topobambino e ha aperto gli occhi.
Gli ho detto “vecchioni ha vinto Sanremo”
ha sorriso.. mi ha detto “ma primo primo? ”
“Proprio primo primo”
“Siiiii” e ha rinchiuso gli occhi sorridendo
“quando passo di notte per vedere
se siete ancora tutti lì
e mi pare impossibile di potervi amare
più di così”
Rivederti ogni volta
mercoledì, febbraio 16th, 2011 Posted in Canzoni di notte, il cielo capovolto | 1 Comment »Non guardavo il festival da un millennio.
C’era Vecchioni.
Come ogni volta rivedo sempre di più mio padre.
Solo che questa volta non l’ho rivisto solo io.
Due amiche, due persone che l’hanno conosciuto, hanno pensato a lui.
Hanno visto come vedono i miei occhi.
Come sento io.
Sorrido, con nostalgia.
Mi mangio il cuore a vedere i miei bambini emozionarsi.
Vivo lo stupore immenso di guardare la piccola cantare una canzone mai sentita.
e sorrido e un po’ sto bene
un po’ mi metterei a urlare
e poi piango
..che questa maledetta notte dovrà pur finire..
la nostalgia di assomigliarsi
venerdì, novembre 5th, 2010 Posted in buio, il cielo capovolto | 5 Comments »mio padre mi manca sempre.
mi manca per mille motivi e angoli di quotidianità.
per i miei figli che non conosce, per l’aiuto che avrei, per le battute stupide, per il suo brontolare, per la partita da vedere insieme, per la sua intolleranza al genere umano che più cresco – invecchio – più ritrovo dentro di me.
per il suo essere sempre contro, per i libri da prestargli, per mia madre.
oggi mi manca perché avrei bisogno di parlargli.
ed è da asma aver bisogno di parlare con qualcuno e non poterlo fare. non poterlo fare in assoluto.
non avere comunque la possibilità di parlargli.
io ho bisogno di sedermi lì e raccontare. farmi dire che sto sbagliando, dove sto sbagliando.
e forse ribattergli che se sbaglio è perché sono così e se sono così è perché me lo ha insegnato lui, ogni giorno della sua vita.
perché il lavoro gliel’ha permeata, la vita.
perché è quello che ho visto ogni giorno che abbiamo vissuto insieme.
perché sono quello che era lui.
perché in fondo in realtà ragiono con la sua testa e vedo quello che vedrebbe lui.
in effetti ora che ci penso è così: lo faccio continuamente.
guarda una persona e “gioco” a immaginare cosa ne avrebbe detto mio padre.
sento un discorso di qualcuno e so quello che avrebbe fatto mio padre. so cosa gli sarebbe piaciuto, chi gli sarebbe piaciuto.
so chi avrebbe cancellato con due parole. e un vaffanculo, anche…
in fondo lo so, mi parla con tutto quello che è stato e gli elementi per rispondere come risponderebbe lui ce li ho.
già.
in effetti probabilmente so cosa mi direbbe.
ma un consiglio, solo un consiglio.
solo un attimo di voce (contro i tuoi regolamenti, lo so…) per un consiglio.
“e come vuoi che vada / come sempre siamo qua…”
che poi, anche questa è una scusa come tante.
le voci di dentro
venerdì, novembre 6th, 2009 Posted in Canzoni di notte, il cielo capovolto | 2 Comments »ci sono giorni come questo in cui mi sembra di fluttuare, col cuore un po’ sanguinante e il mondo intorno che mi pare una pioggia di meteoriti. E io immobile.
fermo e inimmaginato come una nota di Mahler
sopra un violino solo
tiro una riga sotto l’operazione in colonna e non calcolo perché lo so già il risultato.
e non mi piace.
mi fa paura e male.
Lasciatemi questa zona d’ombra,
questo sentimento di non partenza
ed è a questo punto che mi accorgo che a volte non ho bisogno di musica in quanto musica.
ho bisogno che una voce – proprio una voce – mi culli.
come un padre, un amore, come un abbraccio, un fuoco acceso.
non sono solo le parole. non è solo la musica.
oggi ho bisogno di sentire la voce.
e penso che cazzo, io la voce di mio padre non me la ricordo!
sto qui a sforzarmi di riportarla su ma non la trovo, non ci riesco. ho mille parole sue, mille suoi modi di dire, mille episodi che vado a frugare.
Ma com’era la voce, non lo ricordo.
Non la trovo più.
Solo canzoni cantate nelle orecchie che sovrappongo.
Come se ormai avessi dato a lui quella voce.
Sono confusa.
E la realtà è che il mio cielo capovolto sta crollando giù.
o sta andandosene via e mi sfugge e sto come in quei sogni in cui vorresti urlare e non esce la voce.
ma non lo penso / in fondo…
domenica, agosto 9th, 2009 Posted in il cielo capovolto | No Comments »ogni tanto riascolto canzoni ascoltate mille volte e scopro nuove affinità.
così mi ci sento spesso, ultimamente…
http://www.youtube.com/watch?v=MDnKU3bhNVs
(non posso incorporarlo, posso solo mettere il link…)
stasera mi arrendo…
domenica, giugno 21st, 2009 Posted in il cielo capovolto, stanze di vita quotidiana | No Comments »la rete non va se non alla lentezza di una… banana, come dice il topobambino.
volevo mettere una canzone, in questo periodo è così, ma non riesco.
quindi niente, buonanotte (fiorellino).
oggi recita dell’asilo e festa di inizio estate, meriterà un post a parte.
il “libro aperto”
venerdì, giugno 19th, 2009 Posted in il cielo capovolto | No Comments »come ogni ricordo che non passa mai.
come ogni pensiero che non si spegne.
sarà che inciamperò da qualche parte
e poi
ripartirò da zero
però
ti leggo nel pensiero
Sarà come sarà,
e mi vedrai
davvero
Poco prima dell’alba
quando il buio è più nero
però
Ti leggo nel pensiero
come un lino a sventolare
venerdì, giugno 19th, 2009 Posted in il cielo capovolto | No Comments »ci sono parole che non passano mai.
e se si mettono da parte è per tornare.
e quando le senti hai di nuovo le lacrime appese.
e troppo, troppo combaciare con le parole, se ti senti come arruffato dentro una sala di aspetto di un tram che non viene.
a volte a stare così si ha voglia di andare a scavare ancora di più.
il perché non lo so.
ma si fa.
e il tempo… il tempo è aspettare. senza sapere cosa aspettare.
suona ivano fossati, c’è tempo
sussurri e grida
mercoledì, giugno 17th, 2009 Posted in il cielo capovolto | No Comments »e si sovrappongono
e mi sovrappongo io…
e non so se ce la faccio.

