_se invece di scorrere mi attorciglio
bacco

Archive for the ‘emozioni’ Category

In prima elementare

mercoledì, settembre 14th, 2011 Posted in emozioni, topobambino | 2 Comments »

E così è arrivato anche il tempo della scuola elementare.
Ha cominciato bene, sembra contento, la maestra è d’esperienza e per ora tutto fila liscio.

Ricordiamolo il 12 settembre.
Io non lo so, sto così.
Mi sento nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Ma lui è bello nella sua allegria (per ora) e tra i suoi compagnetti.
Guida la fila dei bimbi perché è il più piccolino d’altezza.

E a vederli è un po’ come dice la nonna:
“son troppo piccini per andare a scuola!” :-)

e adesso ciao, asilo

martedì, giugno 21st, 2011 Posted in emozioni, topobambino | 1 Comment »

E così eccoci qui.
Eppure era ieri che scendevamo col grembiulino a quadretti a piedi per la strada per il primo giorno di asilo.
O che spiavo le finestre chiuse dal terrazzo.

E ora siamo qui.
A guardare un topobambino diventato più grande e più lo guardo più mi sembra piccino.
E sono qui che mi si riempiono  di lacrime gli occhi.

Ha salutato l’asilo ieri, il nostro meraviglioso asilo.
Come ha detto ieri qualcuno sul palco della recita, “la famiglia dell’asilo“.

Ha cantato, saltato, ballato, recitato con la sua consueta carica di allegria, entusiasmo.
Ma quando è arrivata la fine della recita, quando è entrato insieme agli altri bimbi che con lui cominceranno il viaggio della scuola elementare, nel suo vestito da diplomato… allora forse ha capito che si chiudeva qualcosa, per la prima volta. Che cominciava un altro viaggio ma che bisognava lasciare davvero questa nave così bella e sicura.
Forse ha capito che era il primo passaggio verso qualcosa, questo crescere di cui tanto si parla ma del quale non ci si rende conto.

Forse ha capito il mio orgoglio e la mia paura.

E piangeva il mio cucciolo, piangeva senza singhiozzi, solo con grosse lacrime tonde che gli rigavano le guance.
Si guardava intorno un po’ spaurito e mi guardava e sapeva che stavo capendo.
So che lo sapeva.

Ha tenuto gli angoli della bocca piegati, bagnandosi le guance.
Ha preso il diploma dalle mani della maestra, con gli occhi ancora più brillanti e lucidi.

E poi, appena finito, è sceso ed è corso qui. Da me.
E si è lasciato andare ai singhiozzi.
Con me.

Cucciolo, cresci.
E’ solo questo. Cresci.

E se piangi di malinconia non è altro che un buon segno.

noi saremo sempre qua

martedì, aprile 12th, 2011 Posted in emozioni, topobambino | 4 Comments »

domenica la samp ha perso e con questo direi che il purgatorio della B ci aspetta e non nutro sinceramente speranze di salvezza.

ma non è di questo che voglio parlare, non è questo che voglio appuntarmi qui.
domenica il topobambino ha fatto il suo esordio allo stadio.
colorato, blucerchiato, col viso dipinto, la felpa larga, il capellino e gli occhi sperluccicanti.
ci siamo lui e io per manina che camminiamo lungo il marciapiede in mezzo a mille altre persone, tra sciarpe e bandiere, la bancarella per comprare la maglia di palombo (che quella di Curci proprio non c’è), la fila allo sbarramento, la fila ai tornelli, il sole che ci scalda, lui che guarda su lo stadio da sotto.

e il corridoio sotto la gradinata fino a sbucar fuori.
il campo.
la gente.

un passo e sempre per mano si ferma a guardare.
la bocca semiaperta.
gli occhi che sembrano farsi ancora più grandi a raccogliere tutto.

io era un sacco di tempo che non andavo allo stadio.
sono tornata con lui.

e suonava la canzone della mia adolescenza, quella lettera da amsterdam che è nelle mie colonne sonore (e lo so che se non lo si vive non lo si può capire), mentre fermi sbucati in gradinata avevo il cuore in gola per la sua manina che mi stringeva e la sua bocca aperta e l’essere lì, uno stadio diverso da trentatre anni fa quando io entravo con mio papà per la prima volta.

così all’improvviso, di colpo, senza preavviso, ho cominciato a piangere.
e ho pianto come una bambina ed era gioia, era commozione, era l’emozione di dare la mano lì al mio bambino e insieme avere mio padre per mano.
o forse un po’ la gioia di rivedermi in lui, rivedere me.

cos’è, un cerchio che si chiude? uno scambio di rotaia?

ho preso il topobambino in braccio per non farmi veder piangere così e siamo saliti in gradinata.

“e dov’è la samp?”
“e l’allenatore?”
“ma come fanno a comprare delle bandiere così grandi?”

poi la partita, i canti, le urla. 90 minuti in piedi, aggrappato a me, senza perdersi un’azione, un movimento, senza distrarsi mai.
e commentando tutto :-)

le  migliori:
“ma daiiiii!!! ma è un gatto di marmo!!” (maccarone)
“ma per fargli tenere la palla nei piedi bisogna sparargli un po’ di colla a caldo!” (maccarone)
“mamma… ma posso dire garrone vai a cagare?”
“ma la prossima partita? … e a bari ci vuole tanto ad andarci? ah, vabbè allora verrò col brescia”

:)

canzoni che tornano

sabato, febbraio 5th, 2011 Posted in amarcord, emozioni | No Comments »

Ho una emozione nuova oggi, strana in parte, particolare, commovente.

Quando ero ragazzina scrivevo canzoni strimpellando in maniera assolutamente indecente una chitarra classica, pigiando rec e play contemporaneamente sul registratore di cassette e cantando e suonando davanti al registratore posato sulla scrivania.

E a pensarci non era mica un millennio fa eh… parliamo di… beh sì, diciamo 22 o 23 anni fa O_o

E poi cuffie e via.
Alimentavo il mio ego.
Roba mia, solo per me.
Per riascoltarmi.

L’emozione sta nell’ascoltare oggi, a distanza di tutti questi anni, quel motivo, quella melodia diventare musica.
Sentire quel bozzolo immaturo, accennato, di soli accordi grattati male, diventare una cosa vera, viva.

Perché a differenza di altre cose, che a guardare da un altro tempo non piacciono più, io queste “canzoni” me le porto dentro.

Mi riconosco, le guardo con affetto, mi descrivono ancora.
Magari non tutte, ma tante sì.

E così, per questo, oggi mi emoziono.

Grazie.

febbre a 90°

mercoledì, agosto 25th, 2010 Posted in emozioni | No Comments »

certo che è stata una bella botta.
e non per il fatto in sé, quello era preventivato.
ma per come è venuto. che sicuramente non c’era modo peggiore per un tifoso.
una delusione cocente dopo una tensione impressionante, scariche di adrenalina a mille, l’atmosfera intorno che sembra manchi l’aria, urla di gioia, pazzia, paura; ci si crede fino in fondo e in fondo invece trovi la beffa che ti leva le parole.

incassi, deglutisci e guardi.
e senti ancora quel boato che è il tifo, senti ancora quel “champions” urlato con l’orgoglio e la tensione di essere lì, proprio lì. urlato che ti fa vibrare lo stomaco, la cassa toracica, il cuore.
guardi e vedi che ci hai provato, con tutte le tue forze che di più non potevi fare.
che la fortuna, solo quella, ti ha voltato le spalle e non contenta ti ha dato un calcio nel culo.
ma ci sei e ci sei stato e avresti potuto esserci ancora.
vedi i giocatori distrutti dalla stanchezza e all’improvviso è l’orgoglio, l’orgoglio di una partita così che ti riempie la gola, i polmoni.
e vuoi solo urlare grazie per averlo vissuto, anche se breve, anche se sfortunato, vuoi solo urlare grazie perché tutti ci hanno buttato il cuore e l’anima e le palle e la testa.
tutti come se fossero uno. tutti come se fossimo uno.

sì, l’ultima volta che ho giocato nell’Europa dei grandi era ieri.
proprio ieri sì.
e trasudo orgoglio per i miei colori.

molti non capiranno. non fa nulla.
qualcuno perché non è tifoso e se non sei tifoso è chiaro che non puoi capire.
qualcuno perché non l’ha mai vissuto e se non l’hai mai vissuto beh… puoi solo inventarti spettatore per l’ennesima volta e per l’ennesima volta vivere di riflesso. e poi il dono di non rendersi ridicoli è per pochi, non per tutti ;-)

ieri ho giocato in champion’s league e ho ancora i brividi addosso a ripensarci.
grazie ragazzi!
questo applauso è per voi. :-)

e già, come dice Nick Hornby, è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro.

che serà serà

martedì, agosto 24th, 2010 Posted in emozioni | No Comments »

in quegli anni si cantava “che serà serà..

e sì, whatever will be, will be.

ma oggi, adesso, per 90 minuti ancora ci siamo, seduti qui, nel mezzo dell’Europa, nell’Europa che conta.

ed è bello, davvero, vedere colori diversi e nuovi girare per la città, gruppetti di tifosi con quell’aria un po’ da turista che fa passare il tempo; si guardano attorno, si fanno guardare, le sciarpe e le bandiere appese agli zaini o portate come mantelli.

è bello perché stasera sarà una bolgia e sono due giorni che ho lo stomaco chiuso e magari dopo dieci minuti avremo già preso due gol oppure non ne farà nessuno oppure ne faremo uno subito e poi per novanta minuti avremo tanta adrenalina che sarà solo un urlare di pancia.
ma oggi per strada li guardi e gli sorridi.
e sorridono pure loro.

che serà serà.
ma oggi essere qui, sul tetto d’Europa, è un meraviglioso déja vu, una grandiosa sensazione.

Ed è champion’s league!

domenica, maggio 16th, 2010 Posted in emozioni, stanze di vita quotidiana | 1 Comment »

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16 maggio 2010: è champion’s league. 18 anni dopo e allora era ancora coppa dei campioni.
Erano anni, anni e anni che non soffrivo così. Una sofferenza antica, da fiato che manca, da stomaco chiuso e tutto il calcio minuto per minuto nelle orecchie.
E l’urlo liberatorio al gol, un urlo che quasi non usciva.

Mio padre se fosse qui lo so, avrebbe detto “non ho sofferto mica.. io ero tranquillo” :)
Come dice qualcuno “manca una luce sola questa notte, però la vita, che gran cosa è..”
E pace se a non viverla è difficile capire :)

Grazie ragazzi!

l’anima in concerto

lunedì, aprile 23rd, 2007 Posted in amarcord, emozioni | No Comments »

a sentire vecchioni in quel piccolo teatro non so quanti fossimo.
era pieno ma sembrava di essere in un salotto e questo deve aver provato anche lui, perché ha regalato uno di quei concerti che non si dimenticano, un po’ costruito e un po’ improvvisato, un po’ cantato e un po’ recitato a braccio.
Con la musica di un pianoforte a coda e di un contrabbasso ad accompagnarlo, tutto qua.
Da sciogliersi, per me che ho la mia vita percorsa sulla sua colonna sonora.

e quando ha cominciato “figlia”… mi ha regalato lacrime che non dimentico.

dov’è il confine

martedì, marzo 20th, 2007 Posted in emozioni | No Comments »

restiamo volentieri ad aspettare

che la nostra casa stessa riprenda il mare

ieri tornavo a casa in macchina, arrampicandomi sulla collina; e guidando guardavo lassù, sul versante, dove la mia casa mi appare aggrappata.
arrivando da qui la montagna è ripida ed è proprio montagna; non dosso, non collina ma proprio montagna, di rocce e alberi, boschi e macchia.
Sta lassù appesa, a bocca aperta sembra e ha ragione fossati, sembra a guardarla che aspettiamo che riprenda il mare.
E mentre guidavo nella strada stretta e a curve, con davanti il muro della montagna, pensavo che non ci si crede che a voltarsi, o solo a guardare nello specchietto retrovisore, compaia il mare, distesa piatta, come fosse un respiro dato a quei monti ripidi.

e stamattina la sveglia è stata nella neve; dal terrazzo i monti sembravano alpi.
e il mare invece, azzurro verde di freddo.

e voglio assomigliarvi

venerdì, ottobre 27th, 2006 Posted in amarcord, emozioni, topobambino | No Comments »

da piccoli nel nostro paradiso andavamo sui prati, lungo il torrente, nei boschi.
si arrivava dai nonni e ci si catapultava fuori dalla macchina.
le sensazioni sono quelle che restano e non so descrivere.

tempo fa eravamo bambini, mio fratello e io.
e mio fratello era più bambino di me, una testata di capelli biondi a caschetto, gli occhi scintillanti, timido e emotivo tenero e pauroso.
un topobambino.

si correva e giocava in un prato di erba non troppo alta, si passeggiava fingendo di cercare funghi inesistenti.

camminavo e non ricordo bene, in un momento mi volto e lo vedo seduto a terra, chino sul busto; torno indietro e mi avvicino.
Lo vedo che piange.
“Che c’è, Dade?”
anche il nomignolo, gliene ho cambiati tanti, adesso quello mi viene in mente

tira su la testa e mi guarda con gli occhioni sperluccianti e le lacrime grosse, la faccia tonda di pelle liscia

… guardavo questo fiore… è che mi sono commosso…

guardo il topobambino che siede di fronte al mare e resta incantato a guardarlo
spio il topobambino seduto sulla sua poltroncina ad ascoltare un cd dandogli la sua totale attenzione
mi siedo accanto al topobambino che raccoglie un fiore viola e lo porta al naso e chiude gli occhi

e le persone che amo di più si somigliano così tanto..!