con un cucchiaio di legno
mercoledì, marzo 7th, 2007 Posted in amarcord | No Comments »Quando era piccolo, mio fratello diceva “ho un pizzico al cuore”
ed era malinconia, una punta di dolore, il cuore un po’ pesante.
poi andavamo a trovare il nonno, non quello che arava l’orto e ci portava in vespa, quello più vecchio, con il bastone; ci faceva fare il cavalluccio e suonava una chitarrina ed era allegro… ma mio fratello quando tornavamo a casa piangeva.
Perché si commuoveva di un uomo vecchio, con il bastone.
oggi è maccaia qui, dentro e fuori, e mescolo il pentolone dei ricordi.
canta che ti passa
martedì, febbraio 20th, 2007 Posted in amarcord | No Comments »ce l’ho da quando ero una bambina. piccola eh.
è una fissazione, uno sfogo, un divertimento, un angolino di sogno.
è la voglia di cantare.
per carità, niente di professionale, non ho neppure tutta ‘sta gran bella voce; intonata sì, ma niente di più.
ma adoro cantare.
e anche adoro sognare di cantare.
chiamatelo sogno, desiderio di esibizionismo forse; quando ero bambina mi chiudevo in sala con il mio giradischi 33 giri, mettevo (o mi facevo mettere) sul piatto uno dei miei dischi preferiti, il pennellino per pulire il disco o l’apritenda erano il mio microfono simulato e via, a cantare come se fossi su un palco.
è che mi faceva stare bene.
e oggi con il pc, le cuffie e il microfono a volte mi diletto, mi chiudo in sala, faccio partire una base e canto, registro.
oppure se sento musica in cuffia, in treno, chiudo gli occhi e immagino di cantare.
mi sento bene così. quindi non è una malattia.
e voglio assomigliarvi
venerdì, ottobre 27th, 2006 Posted in amarcord, emozioni, topobambino | No Comments »da piccoli nel nostro paradiso andavamo sui prati, lungo il torrente, nei boschi.
si arrivava dai nonni e ci si catapultava fuori dalla macchina.
le sensazioni sono quelle che restano e non so descrivere.
tempo fa eravamo bambini, mio fratello e io.
e mio fratello era più bambino di me, una testata di capelli biondi a caschetto, gli occhi scintillanti, timido e emotivo tenero e pauroso.
un topobambino.
si correva e giocava in un prato di erba non troppo alta, si passeggiava fingendo di cercare funghi inesistenti.
camminavo e non ricordo bene, in un momento mi volto e lo vedo seduto a terra, chino sul busto; torno indietro e mi avvicino.
Lo vedo che piange.
“Che c’è, Dade?”
anche il nomignolo, gliene ho cambiati tanti, adesso quello mi viene in mente
tira su la testa e mi guarda con gli occhioni sperluccianti e le lacrime grosse, la faccia tonda di pelle liscia
… guardavo questo fiore… è che mi sono commosso…
guardo il topobambino che siede di fronte al mare e resta incantato a guardarlo
spio il topobambino seduto sulla sua poltroncina ad ascoltare un cd dandogli la sua totale attenzione
mi siedo accanto al topobambino che raccoglie un fiore viola e lo porta al naso e chiude gli occhi
e le persone che amo di più si somigliano così tanto..!

