sapersi accontentare
domenica, luglio 26th, 2009 Posted in al giorno d'oggi | No Comments »Ieri sera.
Un gruppo allucinante sta suonando a un volume spropositato alla festa qui sotto. Urlano, gracchiano, pontificano, insultano.. di musica in effetti c’è solo la loro convinzione di farla.
Eh già, il palco e un microfono fanno sentire grandi, potenti.. si urla contro tutto e tutti, ci si sente in diritto di dire qualunque cosa, ci si sente liberi anche di insultare. Buffo sentir urlare contro il ‘potere’ in evidente orgasmo da potere.
Ma la cosa migliore che ho sentito, la chicca della serata urlata a squarciagola, è stata una frase che suonava più o meno così:”e continuiamo a combattere per una realtà migliore di questa!!!”
Ecco, fossi in loro mi accontenterei.
Non credo che nessun’altra realtà possibile permetterebbe loro di metter su un tale spettacolo chiamandolo musica.
Vale la pena accontentarsi di questa realtà così terribile a volte eh.. magari anche un po’ di umiltà aiuterebbe.
se potessi avere millelire al mese…
martedì, settembre 2nd, 2008 Posted in al giorno d'oggi | 3 Comments »Scrive Pietro Citati su repubblica.it che
nessuno può insegnare con 1200 euro al mese.
E io non capisco. Davvero non capisco perché.
E’ uno stipendio basso, come la maggior parte degli stipendi di oggi.
Io 1200 netti non so neppure se arrivo a prenderli e comunque si tratta di circa il mio stipendio, arrotondato leggermente per eccesso.
Ma perché non si può insegnare? Tolto che non vorrei nemmeno discutere affermazioni come questa
“Con questa somma non si possono comprare libri e nemmeno giornali: né si acquistano vestiti, cappotti e golf nuovi, senza i quali nessuno avrà mai il rispetto degli alunni, visto che oggi la dignità esiste solo se è accompagnata da danari”
sto cercando di capire se il messaggio possa essere che scarseggiando i soldi mancano gli stimoli, quindi di conseguenza i docenti fanno male il loro lavoro.
Che vuol dire che tre quarti dei lavoratori di oggi dovrebbero fare così.
Me compresa.
E siccome sarò presuntuosa ma non ho mai calato il mio impegno lavorativo sulla base di un contratto o di uno stipendio (e credo di poter vantare una bella storia di precarietà, stipendi bassi, diritti negati), non vedo perché un insegnante benché (anche giustamente) scontento del proprio stipendio non possa metterci tutto il suo impegno per svolgere il proprio lavoro.
Quindi: tutto questo per dire che forse non ci credo.
Non credo che le carenze della classe insegnante siano da imputare allo stipendio basso.
Non voglio crederci forse.
In ogni caso sicuramente non sono dovute al fatto di non potersi comprare un cappotto nuovo.
Ammesso (e non concesso) che ciò sia vero.

