All’improvviso 10 anni fa,

“e adesso voi guardate me negli occhi
per rivederlo
perché tra tutti voi gli assomigliavo
un po’ di più”

Che giorno è oggi? All’improvviso come un fulmine.
10 anni fa.
Che poi le ricorrenze, le date, a me non hanno mai fatto nulla.
Non mi hanno mai lasciato nessun segno.

Sinceramente: ma come si fa a piangere ancora? Significa che piangerò per sempre?
Significa che piangerò finché non ci sarà un altro dolore a sgomitare lasciando questo un po’ più indietro?

E poi: il tempo cura tutte le ferite.
Volete la verità? Non è vero. E’ un’immane cazzata.

Ma dieci anni… dieci anni sono tanti.
E  lo giuro, non è cambiato nulla.

Solo sorrido un po’ di più a pensarti.
Piango sorridendo, ecco.
A volte.
E dopo aver sorriso urlerei un vaffanculo di rabbia al mondo.
Sempre. Come quel giorno. Come quella sera. Come quella mattina.

E poi una cosa che mi disse un amico anni fa, un amico che aveva salutato da tempo sua madre; mi disse che non passava giorno senza che almeno una volta non pensasse a lei.
Ecco, è esattamente così.
C’è sempre un momento nella giornata in cui anche solo per un attimo baleni nella mia testa, all’improvviso, come un punto fisso nelle mie abitudini, come trovare l’interruttore della luce sempre allo stesso posto, che neppure ci pensi quando entri in una stanza e muovi la mano a cercarlo sul muro.
Ma lui è lì. Tu sei lì.
E qui lo so che mia madre sorriderà, ricordando un vecchio aneddoto di dieci anni fa.
Chissà ma’, forse aveva ragione quella donna un po’ pazza; forse questo intendeva dire.

Certo è che sono passati 10 anni dall’ultima volta che ti ho visto pa’ e non fatico a ricordare il tuo viso.
Non fatico a ricordare i tuoi gesti e i tuoi modi.
Fatico invece a ritrovare la tua voce; quella sì.

E la rabbia, quella continuo ad averla insieme ai sensi di colpa, alla nostalgia, ai rimpianti.
Nonostante tutto.
Perché nonostante tutto, come ha scritto Albinati, puoi diventare madre o padre, puoi costruire la tua famiglia, ma resti figlio per sempre.

Alessandra

Io sono Alessandra

"e scrivo e scrivo e ho molte altre virtù"; un blog come qualcosa da lasciare ai propri figli


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