Diventare “un po’ grande”

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Lo avevo scritto qui: l’Anna che alla sera si addormenta addosso a me e io che la respiro e assaporo l’abbraccio.
Il vizio mio e suo.
Il calore scambiato.

Oggi comincia il nuovo anno e lei ha voluto lasciare il lettino per il letto grande.
E ha voluto andare a dormire da sola.
Buonanotte, bacino e l’ho lasciata lì.

Il topobambino era agitato, si è alzato ed è venuto in sala: “Ce l’ha fatta?” Mi ha chiesto.
Siamo andati a vedere.
E lei si era addormentata.

Era stanca, è vero.
Chissà se è questo, chissà se domani tornerà indietro. Ma stasera mi ha lasciato ed è andata.

E’ diventata “un po’ grande” come dice lei, dove “un po’” è lo spiraglio che si lascia aperto, lo so.

Ma io più che orgogliosa e felice stasera mi sento un po’ persa e smarrita.

Alessandra

Io sono Alessandra

"e scrivo e scrivo e ho molte altre virtù"; un blog come qualcosa da lasciare ai propri figli


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3 thoughts on “Diventare “un po’ grande”

  1. ognuno ha bisogno della propria indipendenza, nelle gerandi e nelle piccole cose.

    e a volte fa male vedere allontanarsi “un po’” chi si ama così tanto.

    ma sarà l’amore a far comprendere quanto sia giusto lasciare la mano di chi si ama, perché possa fare la sua strada..

  2. La tristezza mista all’orgoglio di vederli crescere credo che ci accompagnerà per tutta la vita. Fatti coccolare dal papi e condividete questo “scatto di crescita”. Che bella che sei!

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