la gestione della rabbia

Ma provate a spiegare a un bambino di cinque anni che si incazza come una biscia la gestione della rabbia.

Provate a spiegargliela mentre state perdendo il derby.

Provate a spiegargli, mentre si infuria perché non facciamo gol, che deve essere “sportivo” (…) e che a volte si vince, a volte (…) si perde.

Provate a insegnargli che “bisogna saper accettare la sconfitta”, che “è sbagliato farsi travolgere dalla rabbia”.

Provate a dirgli qualcosa mentre costruisce le barricate di giocattoli contro la porta per non far rientrare il genoano di casa.

Provate a spiegargliela, la gestione della rabbia, mentre voi spacchereste il muro a pugni.

Per poi sentirgli dire la mia verità

“marco, dai, è andata così. Ti ricordi l’anno scorso, quando abbiamo vinto?”
“Non mi serve a niente ricordarmi. Io voglio vincere sempre!

e poi voltando le spalle e andandosene a buttarsi sul letto
“…ma che vadano a cagare, oh!!”

okay, lo ammetto, non ho avuto la forza di sgridarlo per la parolaccia.

che serata difficile!…

Alessandra

Io sono Alessandra

"e scrivo e scrivo e ho molte altre virtù"; un blog come qualcosa da lasciare ai propri figli


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Comments

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2 thoughts on “la gestione della rabbia

  1. 😀 ma il genoano ha passato la notte all’addiaccio?
    comunque non so. penso che stia imparando, a gestire la rabbia. prima di gestirla bisogna viverla.
    se il “che vadano a cagare” era riferito agli undici eunuchi in campo (e allo zio fester in panchina) andava premiato, non sgridato.

  2. sì, era riferito a tutta la banda di impresentabili in campo con la nostra maglia addosso.

    perciò non sono intervenuta, avrei rincarato la dose…

    comunque il genoano alla fine è entrato 😀

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