tempi moderni

Viaggio in treno.
Nel sedile davanti al mio un gruppetto di tre ragazzini, avranno avuto 14 anni.
Parlavano di musica, di come suona tizio, della chitarra di caio; parlavano delle prove in saletta, di volumi, dei pezzi da fare, delle incisioni.

A un certo punto uno del gruppetto fa:

“oh, ma lo sai cosa mi ha raccontato Riccardo??? mi ha detto che quando suonava lui si metteva con la chitarra davanti a un registratore e schiacciava REC e si registrava così… SULLE CASSETTE!
Cioè, suonava davanti al registratore e si registrava SU QUELLE CASSETTE COL NASTRO!“.

Cioè, quel vecchione del signor Riccardo potrei essere io…

soundtrack: bei tempi

Alessandra

Io sono Alessandra

"e scrivo e scrivo e ho molte altre virtù"; un blog come qualcosa da lasciare ai propri figli


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Comments

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3 thoughts on “tempi moderni

  1. io ho cominciato registrando col microfono versi e suoni gutturali emessi con la bocca in contemporanea a rumori fatti con cucchiai e bicchieri.. Una sorta di multitrack in tempo reale su cassette della Philips… non sapevo suonare nulla ed erano gli anni settanta.. Altro che vecchiume..

  2. ieri lo raccontavo a mia mamma, lei mi diceva che faceva lo stesso, erano gli anni sessanta… anzi, all’inizio si registrava sulle bobine 🙂

    quindi diciamo che questo “vecchiume” copre un periodo di almeno trent’anni 🙂

  3. Sì, li ricordo i registratori a bobina..
    C’era il mitico Geloso.. Era il più ambito, un sogno, almeno per me.
    Ricordo che i modelli più belli, i più “professionali”, avevano una sorta di “occhio magico” verde al centro, per indicare il livello di segnale che entrava nel registratore e cercare così di evitare di mandare in distorsione la registrazione.. Che epoca.. 😀
    Firmato: il nonno..

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