_se invece di scorrere mi attorciglio
2noi

Archive for marzo, 2010

toh, brava vodafone!

lunedì, marzo 15th, 2010 Posted in marketing | No Comments »

Ho una ricaricabile vodafone con attivo mobile internet.

Venerdì sera – come ogni venerdì sera – mi arriva il solito sms: “vodafone mobile verrà rinnovata bla bla bla. controlla il credito”
e io non controllo un bel niente.
Morale: non avevo nemmeno 3 euro e la promozione viene disattivata.

Ora, io ormai sono in dipendenza assoluta dalla navigazione via cellulare: immediatamente ricarico, “blocco” la navigazione dal cellulare onde evitare di spendere a consumo e chiamo il 190.
l’operatore che mi risponde fa casino, capisce poco, mi dice che io navigo wap e alla fine mi liquida dicendo di aspettare un sms di riattivazione.
aspetto e non arriva.
Vabbè è tardi, mi rassegno all’attesa e me ne vado a dormire.

Sabato mattina non ho ancora ricevuto nulla.
Siccome sono impaziente (e rompicoglioni) richiamo il 190: mi risponde Ilaria (e mi dispiace molto non essermi appuntata il codice operatore!).  La spiego la situazione e lei molto gentilmente controlla: mi dice che mobile internet non è attivo, deve essere riattivato (quindi l’operatore della sera prima non so cosa facesse mentre parlava al telefono con me) e se voglio me lo può riattivare lei.
“certo!” faccio io
“okay! facciamo così: io glielo riattivo e la prima settimana gliela regalo io come centro servizi”
ottimo, mi dico: in fondo l’errore di partenza era il mio :)
mi dice che devo aspettare l’sms di attivazione e che ci può volere un po’.
saluto soddisfatta e ringrazio.

Sabato, ore 13: mi squilla il cellulare. rispondo:
“buongiorno, sono Ilaria del centro assistenza vodafone: ci siamo sentite questa mattina”
“sì certo, mi dica pure”
“ecco, volevo solo avvisarla che ci sono dei ritardi sulle attivazioni dei servizi: ho sollecitato la sua al servizio tecnico ma potrebbe volerci un pochino di più del previsto”
“va bene, non c’è problema, la ringrazio per avermi avvisato”
“guardi, per scusarmi dell’attesa le regalo una ricarica da 5 euro
…[gongolo]

“beh, grazie.”
“le arriverà a breve il messaggio”
“benissimo, grazie ancora”

dieci minuti dopo mi è arrivata la ricarica di 5 euro.
e circa mezz’ora dopo un altro sms che mi accreditava 100 punti vodafoneOne!

Ah, nel tardo pomeriggio poi mi hanno attivato internet mobile.

posso scegliermi un’operatrice di fiducia? :-D
ripeto, mi dispiace solo non aver segnato il codice operatore; infatti solo per questo speravo che mi richiamassero per il questionario qualità del servizio ma non l’hanno fatto.

comunque ecco, visto che di solito mi lamento mi sembrava giusto raccontare anche una buona esperienza :)

settimana bianca: il video

giovedì, marzo 11th, 2010 Posted in vacanze | 2 Comments »

E lo metto pure qua va, anche se la qualità è quella che è… dura otto minuti, sappiatelo prima :-D

come stavamo ieri

lunedì, marzo 8th, 2010 Posted in amarcord | 4 Comments »

La mia prima squadra di fantacalcio si chiamava Tachicardica e tutti i venerdì sera ci si sentiva al telefono per scambiarsi le formazioni.
Giocavano mio fratello, mio padre, mio zio e due mie amiche. Eravamo solo sei sì, era un campionato partito in ritardo e questi erano quelli che avevo messo insieme.

Avevo lo scazzo cronico, viaggiavo con lo walkman nelle orecchie anche solo per scendere a comprare un evidenziatore alla cartoleria sotto casa, ascoltavo marlene kuntz, cure, la crus (aggiunti ovviamente alla pietra miliare mai tramontata della mia vita che non cito solo per non essere ripetitiva. Anzi, lo cito, che sia chiaro, Vecchioni sempre).

Partivo la mattina alle sette col mio zaino riempito di un quaderno, un libro o due (quelli che studiavo al momento) e i restanti chili di musicassette – rigorosamente compilation personalizzate (che si chiamavano “cassette miste” o “varie volume 1, 2, 3, 10″) che preparavo in base al livello di scazzo del momento.
Perché lo scazzo aveva molte sfumature, ai tempi si pensava pure di scriverci un libello.
Lo avevo pure iniziato, ora che ci penso.
A grandi linee ripensandoci il mio scazzo si poteva dividere in tre macrocategorie: quello malinconico, quello depressivo e quello fortemente incazzato. Ognuna con le sue sfumature complesse che ora ad analizzare ci vorrebbe troppo tempo (il libello, appunto).
Comunque  ogni giorno era condito da uno di questi tre, non c’erano vie di scampo.
A volte lo decidevo pure a tavolino.
(ora che ci penso ha ragione sempre lui quando dice che in fondo “non è la vita ad ispirare le canzoni” ma “sono le canzoni che costringono la vita ad essere com’è e come non è…”. In un certo senso è stato anche così).
Io e me eravamo affiatatissimi. ero sempre d’accordo su quello che decidevo di fare e di ascoltare.

Dicevo…:  salivo sul treno (secondo vagone, di sopra) e mi buttavo su un sedile lato finestrino. e chiudevo gli occhi e stavo lì con la musica a palla a torturarmi un po’ o a immaginare di cantare quello sentivo. Vabbè, troppo contorto per essere spiegato.
Non ero mica sola eh? ancora mi domando come i miei compagni di viaggio non mi abbiano tirato una badilata sul muso, dovevo essere simpatica come un riccio nelle mutande.
A Pontedecimo tiravo giù le due dita di finestrino che si possono aprire dal piano alto di un treno a due piani e sporgevo fuori tre dita. Era per far vedere che c’eravamo a quelli che salivano lì.
c’ero, almeno in corpo :-D
Qualcuna
se lo ricorderà quel periodo :-)
avevamo una cumpa universitaria veramente eterogenea: c’era lo scazzato come me, c’era la bella ragazzina bionda (che poi aveva la mia età o poco meno ma così mi sembrava), c’era il fidanzato posato di lei iscritto a giurisprudenza e poi il fidanzato successivo che faceva il trasgressivo con l’orecchino sul sopracciglio e la partenza per l’erasmus, c’era quello cotto come un uovo, il timido che a stento salutava, la secchiona (che poi è sparita in una nube di boh)…

Comunque… a parte studiare, passavamo ore a sentire musica in due dallo stesso walkman, con un’auricolare per uno, seduti a un tavolo del polo universitario o in giro per i vicoli, che se uno si voltava per caso a guardare una vetrina strappava via l’auricolare all’altro. E si diceva “orecchiooo!”.
Okay, cazzate.
E’ solo che ho rispolverato catartica e il vile per puro caso. Così, mi sono capitati qui.

E mi sono fatta un tuffo negli anni universitari. Che a dirla tutta mi sono piaciuti un sacco.

nonostante lo scazzo.  anzi forse anche proprio per lo scazzo.

soundtrack di scelta rapida:
ti giro intorno / scazzo malinconico dolce
gioia (che mi do) / scazzo depressivo
fuoco su di te / scazzo incazzato

e poi… nuotando nell’aria, questo è lo scazzo struggente.

e non so se sia un bene o un male ma non posso dire di non ritrovarmi ancora in tutto questo.
e di non provare ad oggi le stesse sensazioni riascoltando…

la settimana bianca

martedì, marzo 2nd, 2010 Posted in Tamagotchi, stanze di vita quotidiana, topobambino | 2 Comments »

abbiamo fatto la settimana bianca e sto già pensando che magari… chissà… si potrebbe quasi rifare :)

E’ stata una bellissima settimana: sole, neve, caldo, il topobambino in entusiasmo come mai l’ho visto.
le nostre sciate uscendo “presto” di casa la mattina per farci una seggiovia insieme prima della scuola collettiva, i bimbi tutti insieme in fila dietro la maestra Livia che quando li vedeva un po’ più svogliati li gratificava infilando loro in bocca quasi di nascosto una caramellina o uno zuccherino. Lo spazzaneve, le curve, i salti da andare a cercare, le urla “vai pianooo!”, le stradine, la discesa a uovo, mangiare e vederlo ripartire.

La gara di fine corso, la prima porta saltata, lui che arriva in fondo e dice “sono stato in gamba?” e fa l’inchino, la premiazione con la medaglia al collo che non se l’è tolta più neppure per andare in bagno, le tre stellette di bronzo di fine corso, le cioccolate calde, la crèpe alla nutella, tutti i maestri da salutare ogni mattina, “io vado giù in conca”, il pettorale numero 132.

e l’annina che arranca sulla neve in salita e cerca di infilarsi un paio di sci, che guarda la pista e si mette a urlare come una matta quando riconosce il topobambino che arriva a tutta velocità, che si butta indietro ridendo mentre la trascino giù sulla padellina. La neve lanciata con la paletta e le sue risate, i loro salti in casa e il loro svegliarsi al mattino nello stesso letto e rotolarsi a svegliarmi.

E amichetti, cugini, bambini, tapis roulant, seggiovie, ganasce rosse di sole e aria.

bello :-)