_se invece di scorrere mi attorciglio
pisa1

Archive for luglio, 2009

tappe e frasi celebri

venerdì, luglio 31st, 2009 Posted in Tamagotchi, topobambino | 2 Comments »

Il tamagotchi ha passato la boa dei nove mesi. Ora chiama “mmamma” quando mi vuole e prova a chiamare il topobambino.. “ma! Ma!
Che sembra “mamma” ma non lo è..
Prova a ripetere qualche parola e si arena sulla prima sillaba, oggi “ba” era la banana.
Anche la nonna ha avuto il suo momento di gloria, anche se alla pronuncia è più “nenna” che “nonna” :-)
Da un paio di giorni indica col dito, succede quando vuole qualcosa o le piace qualcosa, oppure quando vuole sei qualche ragione indicare qualcuno. Ieri sera le chiedevamo dove fosse il topobambino e lei frugava con gli occhi il mondo intorno e quando lo vedeva partiva col ditino a indicarlo.
Poi seduta prova a raggiungere un gioco che vuole protendendosi in avanti, sembra che parta a gattonare ma poi o si muove strisciando il sederotto o si allunga in avanti a mo’ di pelle di leopardo :D
se fa come me e come fece suo fratello non gattonerà mai. E in effetti se è seduta in terra e trova un appiglio si tira su e si mette in ginocchio.
La riflessione è che non so come farà mai a camminare con quei piedini tondi e minuscoli e quella forma gelatinosa che ha :D

Il topobambino ha quattro anni compiuti e oggi ha deciso che lui vuole fare il pompiere che guida l’elicottero che spegne gli incendi.
E che non vorrebbe mai essere un cane, perché “la bocca dei cani mi fa un po’ senso e poi quello che mangiano non mi piace”.
Dopodiché mi i guarda e dice:”mamma ma che bella maglietta che hai! Dove l’hai comprata, su gùgon??”

kellig

mercoledì, luglio 29th, 2009 Posted in scaffale | 2 Comments »

Adesso non so se sono io ad essere diventata più sensibile, se tutto sia amplificato dal mio problema di immedesimazione nelle storie che leggo o se invece il merito sia tutto della piccola bellissima storia da una sera a letto senza sonno.
Però mi scopro a spiare le scapole dei miei due bimbi.
E a cercare di sentirmi dentro il petto i battiti di ognuno di loro.

bucolico

domenica, luglio 26th, 2009 Posted in topobambino | No Comments »

Silenzio. La nonna e il topobambino sono seduti sulla riva del torrente, tra gli alberi, accanto al laghetto. Mangiano nutella, bevono succo di frutta.
Il cielo è sereno, fa caldo.
La nonna e il topobambino si godono la pace, La brezza, l’acqua, l’azzurro. In silenzio, neppure lui parla.
Alla nonna viene in mente la pace della sera di Pascoli.

“il giorno fu pieno di lampi
Ma ora verranno le stelle
Le tacite stelle
Nei campi
C’è un breve gre gre di ranelle
Le tremule foglie dei pioppi
Trascorre una gioia leggera
Nel giorno che lampi che scoppi
Che pace la sera..”

Il topobambino ascolta, in silenzio.
Chissà cosa passa per quella testolina. Ascolta il silenzio, i fruscii, la voce della nonna come una canzone.
La poesia finisce. Restano solo i piccoli rumori intorno, i cani che vanno e vengono.
“nonna” il topobambino si scuote
“dimmi”…
“nonna…

ma che se ne vadano tutti a fanculo”

sapersi accontentare

domenica, luglio 26th, 2009 Posted in al giorno d'oggi | No Comments »

Ieri sera.
Un gruppo allucinante sta suonando a un volume spropositato alla festa qui sotto. Urlano, gracchiano, pontificano, insultano.. di musica in effetti c’è solo la loro convinzione di farla.
Eh già, il palco e un microfono fanno sentire grandi, potenti.. si urla contro tutto e tutti, ci si sente in diritto di dire qualunque cosa, ci si sente liberi anche di insultare. Buffo sentir urlare contro il ‘potere’ in evidente orgasmo da potere.
Ma la cosa migliore che ho sentito, la chicca della serata urlata a squarciagola, è stata una frase che suonava più o meno così:”e continuiamo a combattere per una realtà migliore di questa!!!”
Ecco, fossi in loro mi accontenterei.
Non credo che nessun’altra realtà possibile permetterebbe loro di metter su un tale spettacolo chiamandolo musica.
Vale la pena accontentarsi di questa realtà così terribile a volte eh.. magari anche un po’ di umiltà aiuterebbe.

parole parole parole

martedì, luglio 21st, 2009 Posted in topobambino | 3 Comments »

il topobambino è un instancabile parolaio.
ha sempre qualcosa da dire e quando non gli viene in mente niente ha lo stesso qualcosa da dire. parole a vanvera, accostamenti nonsense, canzoni inventate, un ricordo scavato di fretta e furia, un’idea improvvisa, una poesia dell’asilo.
parla quando gioca – fa una specie di continua telecronaca -, parla quando siamo in macchina, parla quando è seduto sul gabinetto, quando ascolta musica canta… parla quando disegna, parla quando fa il bagno, parla quando mangia.
oggi a pranzo parlava e parlava, metteva in bocca un fusillo e ci attaccava un discorso di cinque minuti. il pranzo rischiava di diventare lungo come un banchetto di nozze!
all’ennesimo “mangia!”, estenuata, gli dico: “e basta! ora stai in silenzio finché non hai finito di mangiare!!!”
e lui “ma non posso farci niente, è che mi salgono le parole in gola!”

ricarica

giovedì, luglio 9th, 2009 Posted in Tamagotchi, buio, topobambino | No Comments »



dopo la broncopolmonite del topobambino un mese fa;
dopo la bronchite del topobambino una manciata di giorni fa;
durante la mia influenza in corso da oggi;
durante l’influenza del tamagotchi in corso da stasera;
tralasciando i picchi invernali e primaverili;

vorrei riuscire a lasciarmi andare ad una bella risata, che mi manca tanto.
senza invece andare a dormire col pensiero asmatico del giorno dopo.

nostalgia canaglia

sabato, luglio 4th, 2009 Posted in topobambino | 2 Comments »

Quattro anni e mezzo fa io, spirito libero, anima intrisa di viaggi e avventura, ho partorito un piccolo grebano che, fuori dal suo territorio conosciuto, è un concentrato di malinconie, nostalgie e ansia di perdersi. Il suo unico desiderio, trascorso il primo giorno di vacanza, è quello di tornare a casa, riprendere contatto con le sue cose, i suoi giochi, il suo mondo, i suoi paciughi, sua nonna, il suo lettino (“sono stanchissimo stasera, torniamo ora che devo andare a dormire nel mio letto“…).
Se gli dico:”ma perché vuoi tornare già a casa?” mi risponde “sai, devo finire dei lavori..“, che di per sé come risposta fa pure ridere ma ecco, alla lunga la situazione diventa un po’ – come dire – estenuante.
Vive ogni sosta – per visitare una città, per un giro panoramico in trenino, per qualunque cosa… – con la paura di perdersi. Non di perdere noi eh, la sua ansia è quella di non trovare più il camper o la strada del ritorno. E il fatto di essere tutti noi, tutti assieme, non lo rassicura.
Alla fine non è tranquillo finché non torniamo al camper e una volta in camper non ha quiete finché non è il momento di tornare a casa.. ora dorme (con la febbre latente.. ma non c’entra con i suoi stati d’animo, li abbiamo già sperimentati altre volte) e si è addormentato sulla rassicurazione “domani si torna a casa”.
E mi ha detto “mamma, io sono contento e mi piace la vacanza in camper, però mi piace tanto anche tornare a casa..“.
Gli ho detto che è giusto, che è normale, si parte, si va in giro e poi si torna e si ha voglia di tornare. Il bello del viaggio è anche questo.
Speriamo sia solo una fase eh, però ecco, se magari questa sana voglia di ritorno non scattasse proprio alla prima sera di vacanza..
:-O