_se invece di scorrere mi attorciglio
pepicaro1

Archive for giugno, 2009

io del tempo non so niente

giovedì, giugno 25th, 2009 Posted in Canzoni di notte, buio | No Comments »

e mi fa una paura fottuta.

mi manca tutto quello che mi ha tolto e mi spaventa guardarmi avanti.

e il presente dura troppo poco e rimane come fluttuante, attimo di un momento di cui non riesco a rendermi conto.

ma forse – spero – è solo un periodo così…

r.vecchioni, tu quanto tempo hai

della serie: il corpo umano (2)

mercoledì, giugno 24th, 2009 Posted in topobambino | No Comments »

“mamma, mi fa male il tubo di scarico del corpo umano”

(per la cronaca, non si capisse, era un mal di pancia..)

della serie: il corpo umano (1)

martedì, giugno 23rd, 2009 Posted in topobambino | 3 Comments »

“mamma, vieni a vedere, sto giocando al corpo umano”
il topobambino è seduto a un tavolino e sta mettendo in fila blocchi di lego.
“bene! e questi cosa sono?”
“gli spenmatozoi

:-O

della serie: supereroi

lunedì, giugno 22nd, 2009 Posted in topobambino | No Comments »

“mamma, mamma!!! c’era una macchina che non aveva più potenza!! allora le abbiamo dato un’energia ed è ripartita!!!!”

(spiegazione: il topobambino è andato con la nonna al torrente, hanno parcheggiato la macchina alla fine della strada e hanno trovato un escursionista che aveva lasciato le luci accese del suo mastodontico SUV. Essendo appunto mastodontico non è stato possibile neppure spingerlo per fargli imboccare la discesa, pertanto la pandina della nonna ha trasferito tramite cavi la sua ENERGIA all’astronave su quattro ruote permettendole così di ripartire).

stasera mi arrendo…

domenica, giugno 21st, 2009 Posted in il cielo capovolto, stanze di vita quotidiana | No Comments »

la rete non va se non alla lentezza di una… banana, come dice il topobambino.

volevo mettere una canzone, in questo periodo è così, ma non riesco.

quindi niente, buonanotte (fiorellino).

oggi recita dell’asilo e festa di inizio estate, meriterà un post a parte.

il “libro aperto”

venerdì, giugno 19th, 2009 Posted in il cielo capovolto | No Comments »

come ogni ricordo che non passa mai.
come ogni pensiero che non si spegne.
sarà che inciamperò da qualche parte
e poi
ripartirò da zero
però
ti leggo nel pensiero

Sarà come sarà,
e mi vedrai
davvero
Poco prima dell’alba
quando il buio è più nero
però
Ti leggo nel pensiero

come un lino a sventolare

venerdì, giugno 19th, 2009 Posted in il cielo capovolto | No Comments »

ci sono parole che non passano mai.
e se si mettono da parte è per tornare.

e quando le senti hai di nuovo le lacrime appese.
e troppo, troppo combaciare con le parole, se ti senti come arruffato dentro una sala di aspetto di un tram che non viene.

a volte a stare così si ha voglia di andare a scavare ancora di più.
il perché non lo so.
ma si fa.

e il tempo… il tempo è aspettare. senza sapere cosa aspettare.

suona ivano fossati, c’è tempo

sussurri e grida

mercoledì, giugno 17th, 2009 Posted in il cielo capovolto | No Comments »

e si sovrappongono
e mi sovrappongo io…

e non so se ce la faccio.

dei saluti con la manina (parole comprese)

lunedì, giugno 15th, 2009 Posted in Tamagotchi | 2 Comments »

da un bel po’ di tempo ormai la bimba (come la chiama il topobambino. bimba e basta. la bimba è solo lei) fa ciao con la manina; ha cominciato molto presto, prima timidamente, andando avanti con maggiore sicurezza.
poi per un po’ di tempo non l’ha più fatto.
ora muove la mano come a mostrare tutta la motilità del polso, non apre e chiude semplicemente ma la muove su e giù, è buffissima e tenerissima.
Appena vede qualcuno che anche vagamente conosce scatta il saluto, a volte a due mani :-D

E adesso, da qualche giorno ormai, insieme  al saluto fa anche “Taaaaaaa…. taaaaaaa….”, il primo suono che accompagna con senso un gesto. Perché sì, ogni tanto mi chiama “mmmammma” oppure “mmmmemme” e io lo so che mi guarda e mi associa alla “parola”, ma in effetti è una lallazione che fa da diverso tempo, è un modulare un suono che può anche fare fuori contesto.

Invece questo è “ti dico ciao e te lo mostro pure”. e mi piace, mi commuove. cresce e cresce velocemente. e non nascondo la gioia ma ho anche un po’ di malinconia nel veder passare i giorni, cosa che per il topobambino non avevo. La vedo cambiare ogni giorno e mi piace, le leggo la fierezza nelle sue piccole conquiste. quando saluta ad esempio, le leggo negli occhi il suo piacere per il suo traguardo raggiunto, lo vedo dalla naturalezza con cui ti guarda e lo fa mentre ti parla.
però è diverso da com’è stato per il topobambino. con lui avevo voglia di vederlo correre verso traguardi importanti, avevo voglia di vederlo crescere in fretta. con lei molto meno. ho molta meno fretta. ho voglia di assaporare ogni momento e vederla “crescere” mi dà un po’ di nostalgia della mia piccola bimba che lascia indietro.

niente, ho scritto perché voglio fermare l’attimo per ricordare il suo “taaaa” mentre la mano saluta. Perché mi conosco e so che di qui a poco, complice un nuovo progresso naturale, non me lo ricorderò più, così come non ricordo il topobambino quando ha salutato per la prima volta, quando ha detto una qualche specie di “ciao”.

e invece voglio rileggerlo tra qualche tempo magari.
e ritrovarlo.

la squadra del “nostro” asilo

sabato, giugno 6th, 2009 Posted in stanze di vita quotidiana, topobambino | 1 Comment »

abbiamo fatto una gita al cavallino matto, siamo partiti la mattina alle 7 in pullman con un’orda di bambini dell’asilo del topobambino.

e la cosa che più mi è piaciuta sono proprio i bimbi. tutti. E io – chi mi conosce lo sa – non sono mai stata una propriamente paziente o con una particolare passione per i bambini. Ma ragazzi, davvero, questi sembrano speciali!
non hanno litigato mai, hanno giocato e corso tutto il giorno, viaggiato quattro più quattro ore senza un capriccio fuori controllo; sono di una generosità incredibile, si prestano i giochi col piacere di farlo, condividono il cibo, le caramelle e lo fanno con soddisfazione. Grandi e piccoli insieme, ho visto bambini più grandi venire a cercare il topobambino per andare sulle canoe con lui, ho visto gli stessi bambini rinunciare a un giro sulle montagne russe perché il topobambino e il suo compagnetto piccolo come lui non potevano salire per il limite di altezza.

io l’altra sera sono tornata a casa commossa.

e ho un po’ di foto nella testa e non sono solo di giochi e montagne russe e tronchi nell’acqua.
una è il topobambino all’autogrill vuole comprare le caramelle soltanto per poterle dividere con i suoi amici.
oppure luca che ha portato un sacchetto di gormiti e li distribuisce perché così tutti hanno un giochino durante il viaggio. E tutti quanti poi rimettono i mostriciattoli nel sacchetto di luca, senza che nessuno glielo debba ricordare.
oppure ancora, cinque bambini tra i quattro e i sei anni attorno a un altro bambino che gioca col nintendo ds. li ho visti guardare e poi chiedere di fare una partita; e passarsi il nintendo e giocare a uno a uno,  senza un capriccio.
ecco, li ho visti avere delle regole e seguirle con la naturalezza con cui saltellavano da un gioco all’altro.

e niente, mi andava di ricordare questa giornata piena di bambini.

perché famiglie e maestre si dividono i meriti educativi.

perché questo asilo mi ricorda tanto il mio di quando ero piccola, dove andavo così volentieri da aver continuato anche una volta iniziata la scuola elementare; uscivo, mangiavo e al pomeriggio mille volte andavo all’asilo.

perché questo asilo, con tutti i suoi limiti, è una grande e bella famiglia dove tutti si conoscono, dove un bambino la mattina può portare un giochino, un disegno, un fiore, dove ci sono regole e c’è elasticità ed è forse per questo che i nanetti fanno tutto senza grande fatica. dove i bambini sono tutti uguali ma ognuno è diverso. dove la mari può prenderne per mano un paio e farsi accompagnare a portare le teglie delle pizze.

ecco, quello che ho visto alla gita è che spesso i bambini si sentono parte di una famiglia. di una squadra.
e fanno scudo, si cercano, si riconoscono familiari. i grandi “difendono” i piccoli, i piccoli “ammirano” i grandi.

e guardo, li guardo e un po’ mi si gonfia il cuore; sì, quanto è cresciuto il topobambino quest’anno!