foglie di quadrifogli (intatte e mangiucchiate)
sabato, maggio 30th, 2009 Posted in il cielo capovolto, stanze di vita quotidiana | 5 Comments »ho trovato ben due quadrifogli in un vaso di mia mamma.
forse mi devo preoccupare..?
c’è da dire che la quarta foglia di uno dei due era decisamente rosicchiata…
che poi ho rischiato la vita mia e dell’annina in un quasi frontale con un deficiente che sorpassava in curva (ma piena curva eh…) e ora non so se ho avuto la sfiga di perdere dieci anni di vita per la paura o la fortuna di vedere salvati gli anni a venire (forse).
certo che il tipo è passato e fuggito via in un lampo, ma io macchina e modelli ce li ho stampati in testa e lo ribecco, oh se lo ribecco!
Se ci penso sudo ancora freddo, mi tremano le mani. E non per me, per lei. Giuro che ho creduto di morire.
comunque, ora che faccio? li strappo e me li metto nel portafogli? li lascio lì?
…che poi sono due e questo vorrà pur dire qualcosa.
Lavazza parte seconda
domenica, maggio 24th, 2009 Posted in marketing | 4 Comments »dopo aver gustato un certo numero di cialde scadute e aver buttato via quelle rimaste quando ce ne siamo accorti, procediamo con l’ordine online.
compriamo tre confezioni. registrazione sul sito di tutti i dati, pagamento con carta di credito e via.
dopo un paio di giorni andiamo a buttare un occhio sullo stato dell’ordine, così per renderci conto visto che le cialde non scadute sono agli sgoccioli.
login ed ecco che un bel punto interrogativo fa bella vista nella nostra pagina.
“contattare il servizio clienti” c’è scritto.
telefoniamo.
operatore: “buongiorno sono ciccio (nome di fantasia), in che cosa posso esserle utile?”
ste: “veramente ecco, ho fatto il tal ordine e guardando ora sul sito c’è scritto che devo contattarvi…”
o.: “ah, sì, ecco, è nostra abitudine infatti quando un cliente procede ad un acquisto ricontattarlo telefonicamente prima di far partire l’ordine”
s.: “ah. …mi scusi eh, ma la sto chiamando io… non mi ha contattato nessuno…”
o.: “ehm… non so… ci sarà stato un errore….”
s.: “ma abbia pazienza, vi do nome, cognome, indirizzo, telefono, data di nascita e pago l’ordine con carta di credito. Ma perché ci dobbiamo risentire?”
o: “… (sta per “è nostra prassi“) comunque okay, tutto a posto”
s.: “guardi, ne approfitto per dire anche a lei che sinceramente non siamo per nulla contenti dell’acquisto dopo quello che è capitato”
o: “guardi, io sono solo un operatore, posso solo riferire…”
n: “ecco, va bene, riferisca…”
il giorno dopo, ritorniamo sulla nostra bella paginetta e fa ancora bella mostra di sé il punto esclamativo con invito a contattare il servizio clienti.
scatta di nuovo la telefonata:
o.:”buongiorno sono ciccio (ma un altro ciccio…), in cosa posso esserle utile?”
s.: “non lo so, me lo dica lei….”
o.: “scusi?”
s.: “allora, vi ho chiamato ieri per via del punto esclamativo con gentile invito a contattarvi che troneggiava nella pagina del mio ordine, ho confermato questo stramaledetto ordine e oggi siamo daccapo! Ma che devo fare??”
o. :”ah… no… beh… niente… sarà un errore del server”
datemi una faccina che si sbellica dalle risate
e una che non ci vuole credere….
Lavazza, quando il marketing è un’opinione
mercoledì, maggio 20th, 2009 Posted in marketing | 15 Comments »ho comprato la Lavazza A modo mio. L’ho comprata da Mediaworld.
Nella confezione ci sono pure un certo numero di cialde “da assaggio”, così da poter decidere poi quale sia il caffè che preferiamo. Bene. Sono scatole colorate dai nomi evocativi: “magicamente”, “intensamente”, “divinamente”, e così via.
Niente, le assaggiamo tutte a rotazione per un po’ di giorni, per decidere quali comprare. Finché per caso mi accorgo che quattro confezioni su sei sono scadute.
Da febbraio 2009.
Ora, non siamo morti e vabbè, è già qualcosa.
Comunque un pochino incazzata scrivo al servizio clienti. Mi rispondono subito: “per poter accogliere la Sua richiesta avremmo cortesemente bisogno di conoscere il Suo cognome, nome, indirizzo, numero di telefono”.
Riscrivo tutti i miei dati (nome e cognome glieli avevo già dati eh…).
Ieri sera mi suona il cellulare. Era un ragazzo gentile, dai modi affabili, del servizio clienti. Si è premurato di dirmi che loro non possono farci niente, che siccome ho comprato la macchina del caffè a Mediaworld dovrei rivolgermi al negozio, imballare di nuovo tutto e portarlo indietro facendomi cambiare l’intera confezione. Che la colpa è del negozio che mi ha venduto una “confezione” vecchia e che loro non possono mandarmi nulla (?).
Ah, la cosa più divertente è che “mi hanno chiesto i dati solo per potermi contattare”. Buffo, nella mail hanno scritto che i dati miei sarebbero serviti per poter “accogliere la mia richiesta”. E buffo anche che hanno voluto l’indirizzo completo per contattarmi telefonicamente.
Così, visto che chiaramente non posso imballare di nuovo tutto per quattro scatolette di cialde scadute che peraltro in parte abbiamo consumato senza renderci conto di essere fuori tempo massimo, visto che Mediaworld non è neppure per me dietro l’angolo e visto che non ho neppure la certezza che mi sostituirebbero il tutto (e se posso dirlo, mi sembra una cosa delirante sostituire TUTTA la confezione per quattro scatolette) mi tengo tutto quanto così com’è.
Soltanto ai signori Lavazza dico che alla prossima volta in cui mi si romperà la macchina non comprerò niente che abbia a che vedere con loro. E ad ogni amico o conoscente consiglierò di fare lo stesso.
E provo a dare una lezione di marketing: se davvero vi è impossibile sostituire le scatole di assaggio, per mantenere un cliente dopo una figura di merda così – sia che dipenda o no da voi – basta inviare una o due confezioni qualunque di cialde. Di quelle che vendete sul sito ad esempio. 16 cialde al pubblico costano 5 euro e 50. A fare i signori avreste potuto mandare le 4 confezioni che ho trovato scadute e con 20 euro di spesa “al pubblico” avreste avuto onori e cliente soddisfatto.
Ve la sareste cavata con poco e avreste fatto una bella figura. Invece che una figura di merda e una pessima pubblicità con tutti quelli che leggono e tutti quelli che conosco.
Ma il marketing a volte è un’arte difficile.
trasporto a mano
venerdì, maggio 15th, 2009 Posted in topobambino | No Comments »-Mamma ma quando compriamo la cameretta nuova?
- quando l’anna è più grande la compriamo…
- ma come si fa a portarla a casa mamma? Ci vuole un sacchetto gigante!
baccano nei pollai
mercoledì, maggio 13th, 2009 Posted in nella vecchia fattoria | No Comments »qua covano tutti, nello specifico:
- due galline e mi sa che non nasce niente a questa tornata, il primo uovo aveva il pulcino ma non è riuscito ad uscire, gli altri ormai sono “scaduti”; stanno fisse nei nidi, le altre a turno si accovacciano sulle loro schiene per deporre le uova di giornata
- due oche e una è il maschio… ma siccome la femmina ha delle crisi isteriche, ogni volta che qualcuno per caso transita in zona il maschio va lì, la prende per il collo col becco, la fa alzare dal nido e ci si mette lui. E il fumetto è “ma guarda cosa mi tocca fare…”
il collezionista
martedì, maggio 12th, 2009 Posted in topobambino | No Comments »sabato mattina, passeggiata nel vicolo.
sosta davanti a quelle macchinette infernali che distribuiscono palline con dentro personaggi del momento (a scelta power rangers, hallo kitty, barbapapà, ben 10… tanto per citarne alcuni) per la modica cifra di due euro.
il topobambino corrompe una nonna e ottiene di poter prendere una pallina.
sceglie quelle coi personaggi di supermario.
guardo e gli dico: “ma almeno scegline un altro tipo, non te ne fai niente di questi, sono ciondoli da attaccare al cellulare, sono piccolini, poi non ci giochi!”
” ma no mamma! ma io non ci gioco! io li collezzio!!”
Del blog, della memoria e del gentil sesso
domenica, maggio 10th, 2009 Posted in stanze di vita quotidiana, topobambino | 1 Comment »Mi sono accorta che quello che mi piace del blog è andare indietro e ritrovare momenti che a volte addirittura avevo dimenticato. O quantomeno accantonato. Questa è la ragione per la quale fisso qui dentro episodi e “uscite” soprattutto del topobambino. Perché mi conosco e so che purtroppo la mia memoria sa fissare al momento ma sulla lunga distanza spesso perde colpi. Come se gli eventi fossero foglietti appiccicati con lo scotch. E invece voglio poter ripescare le cose che mi colpiscono, mi piacciono, mi divertono. O mi fanno soffrire. A volte anche quelle sì.
Qui è come se fosse un diario. O no, un blocco note. O un’ammucchiata di post-it.. ecco, forse questo più di tutto.
Oggi prima comunione di una cuginetta, con pranzo in trattoria sulle alture di genova. I bambini stanno soprattutto fuori, c’è uno spiazzo verde, i più grandicelli giocano a pallone, gli altri giocano e basta, un po’ si inseguono, un po’ si inventano giochi.
Una bambina corre con un giornalino in mano e il topobambino la insegue.
A un certo punto lei inciampa correndo e cade. Si rialza e si accorge che il giornalino si è strappato. Si gira di scatto, guarda il topobambino con grugno da rimprovero e fa: “ecco!! Guarda cosa hai fatto! Hai visto??”
Il topobambino, che ha una lingua piuttosto lunga (e lo confesso, io spesso se sono sufficientemente lontana lascio che se la cavi.. o faccio finta di non sentire
) la guarda, fa un suo broncio caratteristico e sbatte i piedi. Ma non basta, lo so, lui non ci sta mai.
Così dai suoi quattro anni e cento centimetri scarsi stringe i pugni, fa il grugno pure lui le ringhia la sua verità: “io non ho fatto niente!!sei proprio una femmina! Vuoi sempre avere ragione!!”
studiando il corpo umano
lunedì, maggio 4th, 2009 Posted in topobambino | 2 Comments »
Lui (il topobambino):”mamma puoi venire un attimo?”
Io:”certo, cosa c’è?”
Lui:”devo farti vedere una cosa”
Io:”eccomi, cosa devo vedere?”
Lui:”guarda il mio disegno che ho fatto ora!”
Io:”ma che bello! Ma che begli uccellini!”
Lui:”noo, ma non sono uccellini!”
Io:”e cosa sono?”
Lui:”ma non vedi? sono gli anticorpi dei batteri dei denti!!”

