il lupo igienista
domenica, febbraio 15th, 2009 Posted in Canzoni di notte, topobambino | 4 Comments »la paura del lupo è atavica forse.
certo, se la nonna non contribuisse con canzoni cupe di lupi che sbranano agnelli forse potrebbe essere di aiuto
la paura del lupo è atavica dicevamo.
iomamma, alle tre del mattino chiamata dal lamento del topobambino: “cosa c’è? cosa succede?”
topobambino: “ho fatto un brutto sogno”
iomamma: “cos’hai sognato?”
topobambino: “il lupo! c’era il lupo!!”
iomamma:”ma no, guarda, non c’è nessun lupo, non ci sono lupi qui, stai tranquillo…”
topobambino:”ma non qui!! era-era-era… era nella caserma dei pompieri!! e si stava lavando!!!!”
…
natura morta
venerdì, febbraio 13th, 2009 Posted in topobambino | No Comments »iomamma: “che bel disegno! Cos’è, un laghetto?”
topobambino: “no, una frana”
…
Oh che divertimento!
mercoledì, febbraio 11th, 2009 Posted in topobambino | 5 Comments »Domenica abbiamo imparato che l’approccio è l’aspetto più importante nell’affrontare le situazioni. Determinante, fondamentale. E che chi gestisce l’approccio ha in mano il 90% abbondante della riuscita di una qualunque impresa.
Il topobambino, febbre da 9 giorni e tosse da paura, fa pure lui il suo giro al pronto soccorso. Prima volta nella sua vita.
Dalla stanzetta in cui sono con il tamagotchi lo vedo arrivare saltellante con un gioco in mano e l’immancabile kelly, insieme a nonna e papà. Lo guardo dalla finestra e vorrei salutarlo, solo per prendermi un attimo il suo sorriso, ma so che è meglio così, meglio che non mi veda. Quindi quello che racconto è riportato. Premettendo che lui se non fosse per la tosse sta perfino abbastanza bene eh.
Qui tutti sanno gestire l’approccio. Medici, infermieri, lo sanno fare con le mamme e lo sanno fare coi bambini. Qualunque età abbiamo. Metteteci che il topobambino per fortuna ha un approccio positivo con la sanità (e con il prossimo, a meno di un’antipatia particolare a pelle) e ne viene fuori la sua esperienza positiva. Cioè, lui al pronto soccorso si è proprio divertito. Intanto ha giocato con gli altri bambini in sala d’aspetto (e quindi si sarà sicuramente preso anche qualche altro bel germe da portare a casa..), tra due boy scout con bernoccoli simmetrici per uno scontro frontale e una coccinella (con tanto di antenne) azzoppata e a fine mattinata voleva portarsi a casa una bambina bionda con un dito dolente. Poi fare i raggi è stato il suo top assoluto! Il dottore lo ha portato nella stanza e gli ha detto “ora ti metto un vestito da power rangers.. li conosci?” (che poi gli ha messo una cappa piombata) ed essendo la sua passione del momento già lì era tutto fiero. Ha fatto i raggi e poi con la sua faccina come il didietro ha chiesto “dottore, poi mi fai vedere?” e alla vista delle lastre ai suoi polmoni si è scatenato l’entusiasmo. Ha dovuto chiamare il papà e poi anche la nonna, tutti a vedere “il mio corpo umano”! E al dottore interessatissimo ha dovuto far sapere che lui “lo studia alla scuola materna”.
Che il responso poi sia stato focolaio di broncopolmonite è solo un dettaglio.
Il suo responso invece è tutto nella frase che ha pronunciato quando è risalito in macchina “grazie, mi sono proprio divertito tanto!..”
E io che pensavo di portarlo a gardaland una volta guarito!
C’è sempre un motivo
martedì, febbraio 10th, 2009 Posted in Canzoni di notte, il cielo capovolto | No Comments »E’ strano, a casa alle dieci di sera crollavo sul divano, qui arrivo a notte e non riesco a dormire. Poi quando mi assopisco è ora di un nuovo aerosol e così perdo il sonno daccapo.
E allora penso. E sento bambini piangere, che è il terzo motivo per cui voglio uscire di qui al più presto. Il primo è lei guarita, il secondo è il topobambino che mi manca da soffocare.
Il quarto è la vista da questa stanza.
Penso. Penso che a volte ci aspettiamo qualcosa. E non la chiediamo per orgoglio, perché non ne abbiamo la forza o perché se non fosse spontanea perderebbe valore.
Ci aspettiamo qualcosa e non accade.
E facciamo fatica a capire perché.
la mamma è qui
domenica, febbraio 8th, 2009 Posted in Tamagotchi | 3 Comments »Quanto una bambina di tre mesi e mezzo possa essere legata a sua madre lo vedo oggi, in queste stanze di ospedale. Da quando siamo entrati mi è stata aggrappata con gli occhi: la prima visita, la seconda, tutti gli aerosol, l’ossigeno, ha fatto tutto cercando i miei occhi. E mi diceva “ci sei, allora mi fido, allora va bene”.
E io le sorridevo e lei mi sorrideva e quanta fatica per non piangere mentre stava lì in quel lettino, la mascherina con l’ossigeno sul viso, il misuratore per la saturazione legato alla manina.
E ora è qui, nel letto accanto al mio, lo schienale sollevato, è così piccola in un letto da grandi, lei che sembra invece così grassoccia. Dorme. E prima ha aperto gli occhi appena e subito dopo li ha sbarrati, in questa stanza che non è casa sua. Allora sono scesa dal mio letto e le ho detto “sono qui”.. e lei ha sorriso e ha richiuso gli occhi.
Dormi amore. E quando ti sveglierai, io sarò qui..
Addio al ciuccio
mercoledì, febbraio 4th, 2009 Posted in topobambino | 3 Comments »Domenica mattina il topobambino ha buttato via i suoi ciucci. Ha deciso lui, forse perché all’asilo un suo amico aveva buttato il suo. Lunedì mattina la fatina dei ciucci ha lasciato un bel regalo e lui era tutto contento!.. Solo che la prima sera non conta, aveva la febbre a 40. Lunedì pomeriggio non ha dormito, non ha voluto e so che posticipava il momento della verità.
Alla sera infatti è andato un po’ in crisi.. era stanco, febbricitante, un po’ piangeva un po’ si incavolava e si è addormentato sulla litania “io voglio il ciuccio.. io voglio il ciuccio.. io voglio il ciuccio.. ” che da un lato mi faceva quasi piangere e dall’altro mi logorava.
E’ una piccola droga il ciuccio, una consolazione, una compagnia, un movimento della bocca che crea dipendenza.
E’ un po’ come una sigaretta per l’adulto.. “Mi manca tanto mamma” mi diceva.
Ho tenuto duro, non ho ceduto (perché in realtà i ciucci li avevo recuperati) al suo implorare e si è addormentato stremato senza.
Ieri pomeriggio è andato a nanna. E non l’ha cercato. L’ha chiesto una volta e subito dopo si è messo a ridere, come a dire “lo so, non c’è più, scherzavo (ci ho provato)”. Si è addormentato senza.
Alla sera ha provato a dirmi che lo voleva, ma non era convinto e insistente come ieri. Gli ho detto che se non piangerà più tra qualche giorno gli compreremo un regalino.
Si è addormentato tranquillo.
Non so perché ma all’improvviso ho una gran voglia di fumarmi una sigaretta.
una questione di consecutio
martedì, febbraio 3rd, 2009 Posted in mammaprof, topobambino | 3 Comments »Se il topo, quattro anni da compiere tra due mesi, guardando la prova del cuoco mi dice: “mamma io volevo che vinceva il pomodoro”
e io lo correggo: “si dice avrei voluto che avesse vinto il pomodoro”
esagero?
L’alba di casa mia
domenica, febbraio 1st, 2009 Posted in topobambino | No Comments »Due mattine fa.
Mi sveglio, che il topobambino mi chiama. Non sono ancora le otto, è presto.. e vorrei dormire ancora un po’.
Vado in cameretta ma lui non c’è.
Lo chiamo.
“mamma! Sono qui, vieni a vedere!”. E lo trovo in bagno a guardare l’alba dalla finestra. Il sole è una palla arancione che trema e sale dal mare. E lui alla finestra, col naso incollato al vetro, si gode questo spettacolo.
“E’ il sole che nasce” gli dico.
Poi ci laviamo e andiamo in soggiorno. E’ invaso dalla luce del sole.
Il topobambino si arrampica sul divano e incolla di nuovo il naso alla finestra. Il sole ora splende, non ha più contorno, non è più una palla:
“mamma mamma guarda! – mi urla – guarda!! E’ nasciuto!!!“

