Stefano Borgonovo
venerdì, settembre 5th, 2008 Posted in post-it | No Comments »Ieri sera su sky tg 24 ho visto un servizio su Stefano Borgonovo.
E non lo sapevo, anche lui sta lottando contro la SLA.
Lottando poi, è una parola strana….
Niente, mi ha colpito, ecco.
Non ho commenti, opinioni, non ho posizioni.
E’ solo una notizia che mi ha colpito.
Sto peggiorando..
giovedì, settembre 4th, 2008 Posted in Senza categoria | 1 Comment »Mi rendo conto che più cresco – più invecchio – più assomiglio a mio padre. Che non è in assoluto una cosa buona, perché riconosco in me atteggiamenti e movimenti d’animo che ne facevano un uomo non facile.
Fondamentalmente la mia insofferenza peggiora di giorno in giorno. Non sopporto nessuno. Quasi nessuno. Se vedo qualcuno distante dal mio modo di essere non lo sopporto perché non lo capisco, non sono d’accordo, non ne concepisco gli atteggiamenti.
Se vedo qualcuno che mi “somiglia” o magari che semplicemente vive quello che vivo io.. non lo sopporto lo stesso. Mi dà fastidio il combaciare di esperienze e di pensiero.
O magari sono solo gli ormoni che accentuano la mia indole..
magari..
se potessi avere millelire al mese…
martedì, settembre 2nd, 2008 Posted in al giorno d'oggi | 3 Comments »Scrive Pietro Citati su repubblica.it che
nessuno può insegnare con 1200 euro al mese.
E io non capisco. Davvero non capisco perché.
E’ uno stipendio basso, come la maggior parte degli stipendi di oggi.
Io 1200 netti non so neppure se arrivo a prenderli e comunque si tratta di circa il mio stipendio, arrotondato leggermente per eccesso.
Ma perché non si può insegnare? Tolto che non vorrei nemmeno discutere affermazioni come questa
“Con questa somma non si possono comprare libri e nemmeno giornali: né si acquistano vestiti, cappotti e golf nuovi, senza i quali nessuno avrà mai il rispetto degli alunni, visto che oggi la dignità esiste solo se è accompagnata da danari”
sto cercando di capire se il messaggio possa essere che scarseggiando i soldi mancano gli stimoli, quindi di conseguenza i docenti fanno male il loro lavoro.
Che vuol dire che tre quarti dei lavoratori di oggi dovrebbero fare così.
Me compresa.
E siccome sarò presuntuosa ma non ho mai calato il mio impegno lavorativo sulla base di un contratto o di uno stipendio (e credo di poter vantare una bella storia di precarietà, stipendi bassi, diritti negati), non vedo perché un insegnante benché (anche giustamente) scontento del proprio stipendio non possa metterci tutto il suo impegno per svolgere il proprio lavoro.
Quindi: tutto questo per dire che forse non ci credo.
Non credo che le carenze della classe insegnante siano da imputare allo stipendio basso.
Non voglio crederci forse.
In ogni caso sicuramente non sono dovute al fatto di non potersi comprare un cappotto nuovo.
Ammesso (e non concesso) che ciò sia vero.
il marziano tra noi
lunedì, settembre 1st, 2008 Posted in amarcord | No Comments »Premetto che io non c’ero.
Nonostante il mio abbonamento di sud, la pancia non mi permette di presenziare.
Ma mi sono commossa al solo pensiero.
Insomma, sabato sera allo stadio c’era lui, il marziano, l’unico grande Alviero.
Il mio mito di bambina. I riccioli pazzi. Il piede magico. Il nome che più ho amato (e che avrei dato a mio figlio se avessi avuto un po’ di collaborazione).
Penso Alviero e ritorno al vecchio Ferraris, alle battaglie, alla Samp che si muove intorno a lui, alla sua pazzia, al genio e sregolatezza.
A un tiro altissimo sulla traversa
Avrei voluto salutarlo, tutto qua.
Ciao Marziano!

