_se invece di scorrere mi attorciglio
pepi_ghiaccio

Archive for marzo, 2007

non serve la chiave

martedì, marzo 27th, 2007 Posted in Senza categoria | No Comments »

custodisco i ricordi sì.
ma non come perle, come diamanti, come gioielli.
custodisco i ricordi ma non in cassaforte, non in uno scrigno, neppure in un cassetto.
custodisco i ricordi come monetine, come scontrini, come fazzoletti; in disordine, sparsi per le tasche delle giacche, dei pantaloni, delle borse.
così distrattamente cammino o sono seduta in treno o guido ed esce un ricordo, solo per un movimento dell’anima, solo per un odore improvviso, solo per una voce, una luce.

come una monetina da una tasca, un pezzo di carta con gli appunti della spesa, una macchinina del topobambino.

dov’è il confine

martedì, marzo 20th, 2007 Posted in emozioni | No Comments »

restiamo volentieri ad aspettare

che la nostra casa stessa riprenda il mare

ieri tornavo a casa in macchina, arrampicandomi sulla collina; e guidando guardavo lassù, sul versante, dove la mia casa mi appare aggrappata.
arrivando da qui la montagna è ripida ed è proprio montagna; non dosso, non collina ma proprio montagna, di rocce e alberi, boschi e macchia.
Sta lassù appesa, a bocca aperta sembra e ha ragione fossati, sembra a guardarla che aspettiamo che riprenda il mare.
E mentre guidavo nella strada stretta e a curve, con davanti il muro della montagna, pensavo che non ci si crede che a voltarsi, o solo a guardare nello specchietto retrovisore, compaia il mare, distesa piatta, come fosse un respiro dato a quei monti ripidi.

e stamattina la sveglia è stata nella neve; dal terrazzo i monti sembravano alpi.
e il mare invece, azzurro verde di freddo.

ciacchete

mercoledì, marzo 14th, 2007 Posted in topobambino | No Comments »

intanto, il sole è quello di primavera inoltrata ma senza vento, caldo da fermarsi nei ritagli tra i palazzi e prenderselo addosso, sentirselo addosso.

picchiettare sulla tastiera mentre il telefonino vibra; è una foto del topobambino in riva al mare, con i piedini in acqua.

potere solo immaginare la sua gioia.
ma sorridere.

con un cucchiaio di legno

mercoledì, marzo 7th, 2007 Posted in amarcord | No Comments »

Quando era piccolo, mio fratello diceva “ho un pizzico al cuore”
ed era malinconia, una punta di dolore, il cuore un po’ pesante.
poi andavamo a trovare il nonno, non quello che arava l’orto e ci portava in vespa, quello più vecchio, con il bastone; ci faceva fare il cavalluccio e suonava una chitarrina ed era allegro… ma mio fratello quando tornavamo a casa piangeva.
Perché si commuoveva di un uomo vecchio, con il bastone.

oggi è maccaia qui, dentro e fuori, e mescolo il pentolone dei ricordi.

pomeriggio baccano nei pollai

lunedì, marzo 5th, 2007 Posted in topobambino | No Comments »

giornata calda di sole, sdraiati sul prato in maglietta.
il topobambino prende le uova dal nido
“tre… tre.. tre” lui conta, ma dice solo il tre, con la erre che si attorciglia.
E le uova sono proprio tre.
Poi prende la paletta e scava una buca portando la terra in un vaso.
All’improvviso molla tutto e corre dalle caprette, vuole infilare un piede nel secchio dell’acqua attraverso la rete; non ci riesce, allora ci puccia le mani fino ai gomiti.
Siamo al terzo cambio della giornata ed è primo pomeriggio.
Lo siedo sulla motocarriola e lui grida “bai!!! bai!!” a suo papà…
poi dalla casa dietro lo chiamano; partiamo lui e io ed è tutto uno stupirsi tra la ruspa, il trattore, il camion, le oche, le caprette, i cani… ormai ha visto tutto decine di volte ma ogni volta il suo stupore sembra nuovo.
Ed ecco, il topobambino sul trattore.
seduto sulle gambe della ragazzina se n’è andato in giro sul trattore grosso, a trasportare legna nella ruspa.
dal finestrino mi guardava con la bocca semiaperta, mi faceva ciao con la manina che quasi non ci credeva nemmeno lui…
il topobambino è un bambino da mezzi di trasporto, trattori, camion, ruspe… si incanta a guardarli.
Il topobambino è un bambino di quelli che fanno “oh!”.
E poi lo rifanno.
E lo fanno ancora.

e di quelli che fanno “ciaaaaaooo” non quando se ne va via ma quando vuole che qualcuno se ne vada.
un modo educato per far capire a qualcuno che non è gradito.
e che lui sta bene dov’è.