ti spio
novembre 23rd, 2006 Posted in cronaca, stanze di vita quotidianastamattina convegno.
non mi interessa, ci devo stare, mi guardo intorno.
c’è un finanziere seduto in una poltrona di una fila deserta; ha tra il mani il suo cappello.
e non sa dove metterlo.
prova a posarlo sulla sedia accanto alla sua, ma i sedili sono di quelli che stanno chiusi e il cappello è troppo leggero..
Prova a spostarlo un po’ più avanti… niente, è troppo leggero.
Io lo guardo e mi fa tenerezza. Sarà che sono stanca.
Prova a posarlo sopra alla sedia chiusa, ma lo spazio è troppo poco, non ci sta.
Cade.
Lo raccoglie e lo tiene un po’ tra le mani. Si perde un po’ lo sguardo.
E mi incuriosisco dei suoi pensieri che non leggo.
Mi distraggo qualche minuto e lo ritrovo poco dopo, sempre lì seduto su quella sedia, col suo blocco e la valigetta sulle gambe.
Ma il cappello appeso al bracciolo della sedia accanto.
E a volte mi chiedo se magari i nostri sguardi sulle cose hanno una qualche forza che impedisce loro di fare un corso naturale.

