gestire un’idea, non è mica facile
martedì, ottobre 31st, 2006 Posted in stanze di vita quotidiana | No Comments »
camminavo per strada stamattina, uscita dalla stazione, nella gente e nella tramontana ancora fresca.
è sereno il cielo, eppure oggi il mio bioritmo è una rotaia
e basterebbe sentirmi dire “scusa”
sul marciapiede una lampadina spaccata
inusuale trovarne, in realtà.
non ridotta in briciole, spaccata in due.
Di un’idea, due.
Oppure un’idea distrutta.
a volte quello che vivi dipende dall’umore e non viceversa.
come “...non è la vita ad ispirare le canzoni
come credi tu
sono le canzoni che costringono la vita ad essere com’è
e come non è…“
basta poco per crederci
martedì, ottobre 31st, 2006 Posted in Senza categoria, vignette | No Comments »
Pimpa: Ho portato la mucca a mangiare l’erba in fondo all’oceano
Armando: Non è possibile, le mucche non vanno sott’acqua
Pimpa: Ma le ho prestato la maschera!
Armando: Allora ci credo.
(ispirata da un post serio di Rapida)
di acqua siamo fatti
lunedì, ottobre 30th, 2006 Posted in topobambino | No Comments »il topobambino è un pesce.
sì sì, bella la campagna, i prati, le caprette e le coccò; bello il giardino nel quale imitare i cani, innaffiare i fiori, splendido l’orto in cui raccogliere e direttamente mangiare pomodori di fine stagione dalla pelle secca (che migliore merenda di metà mattina c’è? nessuna, per lui…).
Bella la macchinina, bello il triciclo e lo scivolo, belli i fiori da guardare, la musica, le corse e le canzoni.
bello tutto… ma l’acqua!
l’acqua è la più bella sensazione che viva.
non importa se di rubinetto, di pozzanghera, di innaffiatoio; non importa se in casa o fuori, se corrente o ferma.
L’acqua interrompe qualunque attività stia facendo, l’acqua catalizza la sua attenzione in qualunque momento.
oggi a casa si sfiorano i trenta gradi.
il topobambino e la nonna escono, scendono in paese; vanno a fare la spesa e poi ai giochi. C’è una compagnia di bambini di età variabile e il topobambino è felice e corre, gioca, insegue.
E’ un po’ più partecipativo, da qualche giorno a questa parte. Ne sono felice.
Fa così caldo, tutti i bimbi sono in maglietta o addirittura in canottiera.
C’è la spiaggia lì a fianco; scendono in esplorazioni di sabbia, qualcuno ancora barcollante sulle gambe, altri più sicuri e saldi; chi gioca con i legnetti trovati sulla riva, chi con i sassi, chi si sente più creativo e costruisce qualcosa di simile a un castello. O a una montagna.
Il topobambinosi guarda un po’ in giro.
E’ felice.
E lì c’è il mare.
E c’è caldo.
E l’acqua è calda.
E quest’estate lo facevo, che c’è di diverso?
baci salati al topobambino sdraiato al sole ad asciugare.
Lui non ha resistito al richiamo del suo mare.
La nonna non ha resistito alla felicità entusiasta dei suoi occhi.
E io avrei solo voluto esserci.
a vivere col cuore dentro il naso
lunedì, ottobre 30th, 2006 Posted in topobambino | No Comments »giochiamo sulle gradinate della piscina.
una signora guarda il topobambino, si avvicina, lui le tocca il naso per vedere se fa rumore
i nasi quando vengono schiacciati fanno peee, bibip oppure mimiiii
la signora si prodiga in complimenti, il topobambino è un tipo che esteticamente colpisce, è vero
quindi si perde un po’ di anima tra gli occhi azzurri e i riccioli biondi sulle orecchie, alla zio paperone
meglio così, mi tengo la finestra aperta sulla sua anima solo io e ci sbircio dentro
lo prende in braccio e lui ci va
così sono più comodo al naso
si avvicina un’altra signora, lei la conosco, le due sono amiche;
le solite feste, i soliti sorrisi, i soliti nasi
la signora che tiene in braccio il topobambino dice sorridendo
- mio figlio mi fa aspettare, io lo vorrei un nipotino ma mi fa aspettare
e l’altra, sorridendo anche lei
- e io anche, devo aspettare che tuo figlio si decida
sorridendo…
lei ha perso suo figlio a diciott’anni
il mio cuore si è attorcigliato
aggrovigliato.
e il topobambino cercava di raggiungerle il naso.
e voglio assomigliarvi
venerdì, ottobre 27th, 2006 Posted in amarcord, emozioni, topobambino | No Comments »da piccoli nel nostro paradiso andavamo sui prati, lungo il torrente, nei boschi.
si arrivava dai nonni e ci si catapultava fuori dalla macchina.
le sensazioni sono quelle che restano e non so descrivere.
tempo fa eravamo bambini, mio fratello e io.
e mio fratello era più bambino di me, una testata di capelli biondi a caschetto, gli occhi scintillanti, timido e emotivo tenero e pauroso.
un topobambino.
si correva e giocava in un prato di erba non troppo alta, si passeggiava fingendo di cercare funghi inesistenti.
camminavo e non ricordo bene, in un momento mi volto e lo vedo seduto a terra, chino sul busto; torno indietro e mi avvicino.
Lo vedo che piange.
“Che c’è, Dade?”
anche il nomignolo, gliene ho cambiati tanti, adesso quello mi viene in mente
tira su la testa e mi guarda con gli occhioni sperluccianti e le lacrime grosse, la faccia tonda di pelle liscia
… guardavo questo fiore… è che mi sono commosso…
guardo il topobambino che siede di fronte al mare e resta incantato a guardarlo
spio il topobambino seduto sulla sua poltroncina ad ascoltare un cd dandogli la sua totale attenzione
mi siedo accanto al topobambino che raccoglie un fiore viola e lo porta al naso e chiude gli occhi
e le persone che amo di più si somigliano così tanto..!
pa’ hai voglia di lavorare un po’?
giovedì, ottobre 26th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »mio papà è morto più di due anni fa
precisazione: non è un post triste
nella casa dove abitavamo prima – ma non abitiamo più da quattro anni – è arrivato un avviso per il ritiro di una raccomandata.
E’ indirizzata a mio papà.
Questo innesca una serie di domande che sfioro soltanto, tipo come può un postino lasciare un avviso per una persona che non abita comunque più lì, lasciarlo posato sulle cassette della posta?
In pratica una nostra ex vicina di casa ci ha chiamato e comunicato la cosa.
Mia mamma decide di partire stamattina – lo so che potevamo far finta di niente e lasciare che se ne tornasse da dove era venuta, ma dopo una "dipartita" escono sempre anche a distanza di anni mille casini e l’ansia di mia mamma ha fatto sì che preferisse andare a capire di persona di che cosa si trattasse.
Questione due: per ritirare una raccomandata per conto terzi c’è bisogno della delega…
ah ah ah!!
pa’ mi fai la delega?
almeno all’ufficio postale ci conoscono e consegnano la lettera a mia madre.
Sono al lavoro e non ho la lettera davanti.
E’ una lettera della Provincia.
Invitano mio padre a recarsi agli uffici di collocamento per sistemare la sua posizione lavorativa… e magari reinserirsi nel mondo del lavoro.
mio papà è morto più di due anni fa
precisazione: non è un post triste
attenzione al terzo binario, treno in transito
giovedì, ottobre 26th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »ce l’ho una fobia.
è il treno in transito.
se sono su un binario e arriva un treno a gran velocità devo scappare, andarmene, non vederlo.
possibilmente anche non sentirlo, ma questo è già più difficile.
di solito mi rintano nel sottopassaggio e faccio come rain man, comincio a mugolare, a emettere suoni tipo "aaaaaaaaaaaa" con le mani sulle orecchie per coprire il rumore.
Oppure, dà molto meno nell’occhio, alzo al massimo il volume del lettore mp3.
Il perché… potrebbe esserci più di un perché.
Non ho subito traumi infantili, non che io sappia.
Non ho idiosincrasia per il treno in generale (escluse le infuriate quotidiane per i ritardi, ovviamente), l’ho sempre usato molto anche da adolescente.
Il treno che se ne arriva tranquillo in stazione non mi crea alcun turbamento.
Ma quando vedo spuntare all’orizzonte un treno infuriato, che galoppa a gran velocità e so che con la stessa velocità sfreccerà davanti a me, il battito comincia ad accelerare, i tendini e i muscoli mi si induriscono fino a farmi male, il respiro si taglia, si attorciglia lo stomaco.
Come se un omino nascosto nei miei polmoni si mettesse a urlare facendo risuonare tutto il mio corpo come una cassa. Mi rendo conto che non so se questa descrizione rende l’idea…
Il treno in transito è come una spaccatura.
Come un taglio, come una ferita.
qualcuno dice che sono pazza.
e non per questo.
guardo la mia ombra tra i muri / scivolare
mercoledì, ottobre 25th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »le persone non cambiano
è che col tempo il tempo le complica
più di un po’
luce naturale
martedì, ottobre 24th, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »parto con il buio al mattino, arrivo dopo un’ora ed è ancora buio.
torno alla sera e il sole cala.
do la mia luce alla vita lontano da casa.
non devo pensarci perché un po’ fa male.
chi ha bisogno di più
lunedì, ottobre 23rd, 2006 Posted in Senza categoria | No Comments »Domenica, lavori pesanti.
Il topobambino fa legna. Raccoglie pezzi di tronchi e li mette nella carriola con impegno, stringendo gli occhi, nella sua tutina gialla e blu.
mentre i grandi indaffarati vanno avanti e indietro, lui concentrato continua il suo lavoro.
legno, carriola, legno, carriola
ma poi perché non posso portare anch’io? Ci scommetto che riesco a spingerla, questa carriola così grande, così più grande di me.
alza le braccine e si appende alle manopole.
la carriola si rovescia.
il topobambino cade e un braccio della carriola lo colpisce sul labbro.
bua. pianto.
Lo prendo in braccio e lo stringo
"non è niente, ora passa, non è niente" e gli accarezzo la testa.
Quando tira fuori dalla mia spalla la faccia vedo che la bocca è sporca di sangue.
non è niente, un piccolo taglietto sul labbro.
lo bagnamo e rimane un po’ di gonfiore e niente più.
ma io ho bisogno di stringerlo e abbracciarlo.
rimango con questa fame che non si placa.
stai con me.
sono io che ho bisogno, ora.


